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di Federico Ercole

La mitologia giapponese è materia complessa e molto ricca. Nella sue centinaia di leggende di dei e demoni si trovano elementi che derivano dallo shintoismo, dal buddhismo e da miti popolari ancora più misteriosi.
Se i giochi giapponesi sono spesso ispirati dalle mitologie occidentali, soprattutto quella nordica, (basti pensare a quante valkirie ci sono nei videogame nipponici) e a quella greco-romana, Asura’s Wrath ci immergerà nel pantheon del Sol Levante, un mondo favoloso dove una divinità tradita e “defunta” per 12000 anni risorge desiderosa di vendetta.


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Asura’s Wrath, prodotto da Capcom, la software house di Resident Evil e Street Fighter, e sviluppato da Cyber Connect 2, celebre per i giochi ispirati alla serie Naruto, uscirà il 24 febbraio per PS3 e Xbox 360 e si preannuncia come uno dei videogame più suggestivi del nuovo anno. Una specie di God of War, la serie americana basata sull’epica greca, ancora più estremo e violento.

Nel gioco, che significa L’Ira di Asura, vestiremo i panni di una divinità amata e onorevole, un valoroso guerriero contro le legioni demoniache, che viene tradito dai  membri della sua stessa specie divina. Sua moglie viene uccisa e sua figlia, Mithra, rapita.
Saranno le preghiere di una bambina a riportare in vita Asura che potrà così iniziare la sua ascesa verso l’empireo per salvare la figlia e sbarazzarsi degli dei che hanno preso il potere.

Secondo gli autori il gioco intende ridefinire il genere d’avventura e azione in terza persona, proponendo scontri spettacolari che coinvolgeranno il giocatore con un forte impatto visivo. Basti pensare che ci troveremo ad affrontare nemici di scala planetaria, più grandi di tutta la terra
Le abilità marziali di Asura variano a seconda della situazione, affinché i combattimenti non risultino ripetitivi. Quando la già devastante ira di Asura diventerà ancora più rabbiosa al dio cresceranno delle braccia aggiuntive, trasformandolo in una versione maschile dell’indiana dea Kali.

Asura’s Wrath non si ferma alla già lussureggiante mitologia del Sol Levante ma va ancora oltre, mischiando miti e leggende del passato con le invenzioni avveniristiche della fantascienza.

Vedremo quindi città paradisiache sospese nel cielo che ricordano gigantesche stazioni spaziali e combatteremo creature fantastiche che sembrano automi. Inoltre nel trailer si sente una nota composizione musicale della tradizione tardo romantica europea: la nona sinfonia di Antonin Dvorak.
Non sarebbe un gioco giapponese se non miscelasse ad arte fonti culturali diverse: una caratteristica che rende unica la sua industria videoludica.