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di Federico Ercole

Syndicate è un videogioco storico pubblicato nel 1993, sviluppato da Bullfrog e prodotto da Electronic Arts. Si trattava di uno strategico in tempo reale con una visuale dall’alto che ci calava in un nero futuro dominato da potentissime organizzazioni.

Nel 2012 Syndicate tornerà alla ribalta con una nuova super-produzione per XBox 360, PC e PS3 che avrà non solo una nuova veste grafica (più realista grazie alla potenza delle nuove macchine), ma anche una giocabilità tutta nuova. Infatti questo rilancio, sempre prodotto e distribuito da Electronic Arts ma sviluppato da Starbreeze Studios, sarà uno sparatutto in prima persona che non escluderà tuttavia gli elementi tattici della serie e ci consentirà di cooperare con altre tre persone.

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Gli scenari cyberpunk e pessimisti sono ormai un classico genere videoludico, come nel caso dell’ottimo Deus Ex Human Revolution. Ma, secondo gli autori, Syndicate sarà un’esperienza diversa, qualcosa che ricorda, pur allontanandosene, videogiochi come Crysis sotto l’aspetto della giocabilità e la complessa vastità quasi letteraria di Mass Effect con le sue decine di personaggi.

Il mondo di gioco è lo stesso del primo episodio della serie: i chip neurali consentono di connettersi alla rete in tempo reale con il proprio cervello e di ottenere immediatamente qualsiasi oggetto o arma tramite una dilatazione temporale.
Saremo un potente prototipo biotecnologico della multinazionale Eurocorp: Miles Kilo, un agente equipaggiato con i chip più avanzati e letali, chiamato ad intraprendere una missione lunga e avventurosa, in cui verranno trattati temi come la vendetta e la ribellione contro la corruzione economica che domina il pianeta.

La terra è infatti devastata dalla brutalità delle guerre che intercorrono tra le grandi corporation per il dominio del mercato, per cui nel caos di metropoli, dove la rivolta convive con il benessere consumistico, ci muoveremo in uno stato di minaccia costante. I disegni e le immagini messe in circolazione da Electronic Arts ci mostrano architetture affascinanti, metropoli ipertrofiche, armi sofisticate e tecnologie avveniristiche.
Il futuro prossimo immaginato dai videogiochi sembra davvero nero. Eppure è sempre più spesso ispirato al presente.