di Eva Perasso

Prima ancora che il greco Spyros sorprendesse tutto il suo pubblico aggiudicandosi la palma del primo Masterchef italiano, in uno dei programmi-talent show più azzeccati e amati dello scorso anno, di cibo e ricette si parlava continuamente online. D’altronde mangiare, e prepararne, è una passione diffusa. Se ne parla su Twitter, Facebook, Youtube, prima ancora nei forum, nei portali verticali di ricette, e soprattutto sui blog: dallo scambio di opinioni alla ricerca della ricetta perfetta, il food domina ricerche e clic. Tanto che il foodblogger è diventato un genere da osservare, seguire e... analizzare.

CHI SONO I FOODBLOGGER - L’ultima ricerca targata Reputation Manager per esempio ha provato a tracciare l’identikit di chi, per passione, cura un blog a tema cibo. Pubblicando ricette, quasi sempre provate di prima persona, cucinate nei fornelli di casa, fotografate con la propria digitale e poi riversate e raccontate online. Magari con un video postato su Youtube, per illustrare meglio i passaggi chiave. Senza però avere la visibilità mediatica dei personaggi televisivi che con questo mestiere hanno fatto fortuna (come la giornalista Benedetta Parodi). Secondo la ricerca, i cui dati sono aggiornati a dicembre 2011, i foodblogger più seguiti sono soprattutto donne, lavorano nella comunicazione, amano “fisicamente” la cucina pur non essendo professionisti del mestiere, riscoprono i sapori familiari della tradizione, spesso il loro blog passa dal divertissement fine a se stesso a un quasi-lavoro (o un lavoro a tempo pieno). D’altronde anche in altri settori – come è il caso delle mamme blogger – è accaduto lo stesso.

I BLOG PIU’ SEGUITI - Nel food, si passa dalla storia di una delle blogger più note, Sandra di Un tocco di zenzero, che ha iniziato per passione e ora vive di cucina a domicilio, ricette e corsi di cucina e tutto ciò che ruota intorno alla sua cultura ai fornelli, a quella di Zia Topolinda, alias Maurizia Triggiani, foodblogger nel tempo libero, nella vita professionale invece impiegata nelle risorse umane. Entrambe sono nella top 20 per visibilità, pagine visitate sui loro siti, commenti ricevuti, link inseriti, tweet e retweet, scelta da Reputation Manager, insieme con nomi noti e meno noti del foodblogging: tra gli altri, Sorelle in pentola, Spadelliamo insieme?, Cavoletto di Bruxelles, La cuochina sopraffina, Zucchero&Sale...

I GRANDI CHEF - L’intento, nella scelta di chi seguire e analizzare, è stato quello di scartare i grandi chef e i professionisti, proprio per cogliere indipendentemente dalla professione come il fenomeno del foodblogging si sta organizzando e sviluppando. Non si troveranno dunque le tre stelle Michelin appena guadagnate dallo chef Massimo Bottura il cui account Twitter è uno dei più attivi e seguiti, né voci autorevoli del food come Dissapore di Massimo Bernardi, o il Gastronauta del giornalista Davide Paolini, o ancora blog di cuochi-sperimentatori-scrittori con grande visibilità in tv come Lisca-Lisa Casali e la sua Ecocucina, oppure social network dedicati al food come Gente del Fud sponsorizzato da Garofalo.

LA TORTA VIRALE - Il processo analizzato è semmai al contrario: si inizia per hobby e poi diventa una professione. Oppure resta un piacevolissimo hobby. L’importante, comunque, è parlarne, condividere, aiutarsi. Quanto a viralità, si pensi che la ricetta “Decorare con semplicità una torta” su Youtube ha superato le 770mila visualizzazioni e il video della ricetta del tiramisù del circuito di blog e siti culinari Giallozafferano è arrivato quasi a 500mila. E che i 530 video di ricette monitorati dalla ricerca italiana hanno generato oltre 11mila commenti: in cucina, oltre a lavorare con gli ingredienti, si ama conversare e scambiarsi opinioni. Proprio per questo motivo, molti dei foodblogger per passione hanno un account Twitter e una pagina Facebook in cui raccolgono fan, commenti, dispensano consigli e condividono ricette. La pagina FB di Viva la focaccia, per esempio, ha superato i 62mila “mi piace”, e il fenomeno dei food blogger ha dimostrato che non è solo perché la focaccia genovese – Vittorio, l’autore, è figlio di un panettiere dei vicoli di Genova - piace a tutti.