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di Federico Ercole

Le ambientazioni apocalittiche sono ormai un classico dei videogame. Abbiamo frequentato scenari devastati da ogni tipo di cataclisma, sia esso naturale o causato dall’uomo: bombe nucleari e meteore, pandemie e invasioni aliene, inondazioni e terremoti.

Molti videogiochi, tuttavia, trattano la catastrofe attraverso elementi fantascientifici che coinvolgono mutazioni e anche elementi soprannaturali, come nel bellissimo Darksiders.
I Am Alive, un videogioco che sarà disponibile per il download su XBox Live a marzo e poco dopo anche per Playstation Network, ci farà invece vivere la catastrofe in maniera “realistica”, costringendoci a imparare virtualmente la durissima arte della sopravvivenza in un mondo che ricorda le atmosfere di The Road, il film di John Hillcoat del 2009 tratto dal romanzo di Cormac McCarthy.

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Prodotto e distribuito da Ubisoft e sviluppato da Ubisoft Shanghai, I Am Alive è la storia di un uomo che viaggia attraverso la fittizia metropoli americana di Haventon in cerca della moglie e del figlio, di cui ha perso le tracce durante il cataclisma globale, conosciuto come l’Evento, che ha distrutto quasi del tutto la civiltà sulla Terra e i suoi abitanti.

Le risorse a nostra disposizione saranno davvero limitate, tanto che morire di fame è uno dei principali rischi che corre chi gioca. Sigarette e altri oggetti utili possono essere utilizzati anche come elemento per negoziare con gli altri sopravvissuti. Ma non tutti i superstiti saranno benignamente disposti nei nostri confronti, alcuni infatti sono esplicitamente ostili e dovremo combatterli.

Lo scontro armato non è l’elemento primario di I Am Alive, anche se sarà presente. Possiamo affrontare gli scontri in diversi modi: utilizzando coltelli e altre armi bianche, sparando frecce con un arco, decidendo di sacrificare una delle rarissime pallottole. Si può decidere se agire nell’ombra o apertamente e si può addirittura “bluffare”, sperando di spaventare un nemico puntandogli contro un fucile che solo noi sappiamo essere senza munizioni.

L’esplorazione e la risoluzione degli enigmi ambientali che i ruderi pongono sul nostro cammino sono gli aspetti più importanti del videogioco. Dovremo arrampicarci e trovare la strada attraverso labirinti di edifici crollati e ogni azione consumerà la nostra energia: se non abbiamo più niente con cui nutrirci non andremo molto lontano.

Le immagini di I Am Alive (GUARDA LA GALLERY) sono impressionanti per la gamma cromatica con cui sono state colorate dagli sviluppatori. Il grigio e un gelido biancore sono le tinte dominanti e comunicano a chi le guarda una disperante sensazione di solitudine e vuoto che sarebbe davvero terrificante se non sapessimo che si tratta “solo” di un videogioco. Un luogo virtuale dove anche la catastrofe è divertimento, come la corsa spaventosa ma evidentemente artificiale e per questo rassicurante, in un tunnel degli orrori di un luna park.