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di Federico Ercole

La disciplina dello snowboard, nata all’inizio degli anni sessanta del secolo scorso negli Stati Uniti, proprio quando nelle coste californiane il surf diventava un fenomeno socio-culturale, deve forse di più a questo sport acquatico che allo sci tradizionale. Non solo perché si tratta di due “miti” americani basati sull’utilizzo di una tavola, ma anche perché entrambi condividono la stessa dimensione di disciplina estrema che richiede un’abnegazione ai massimi livelli. Se in Un Mercoledì da Leoni di John Milius emergeva la “religione” pop del surf, nei giochi della serie SSX di Electronic Arts, vincitrice di numerosi premi, fa la sua comparsa l’epica dello snowboard.

È prevista per i primi di marzo l’uscita di un nuovo capitolo di SSX per l’ultima generazione di console (PS3 e XBox 360). Dalle prime immagini già si presenta come un videogame davvero estremo, tanto che oltre ad una simulazione sportiva sembra essere un gioco di sopravvivenza e avventura, il racconto delle gesta “mitiche” di alcuni atleti contro la natura più selvaggia e aggressiva.

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Il nuovo SSX ci porterà in giro per il mondo, dove affronteremo vette leggendarie e inespugnabili, mai prima discese, in Alaska, Himalaya, Africa, n Antartide, sulle Alpi e ancora oltre, fino a sfiorare il cielo. Perché questa volta, oltre che a calarci dagli elicotteri, potremo planare  fino alla neve utilizzando la “Wingsuit”, piccole ali che si aggiungono alla propria tuta (simili a quelle di un pipistrello) che permettono di planare fino al contatto con la montagna.

Avremo a che fare con valanghe, bufere, tenebre e ogni sorta di minaccia ad alta quota. Ma non ci troveremo solo di fronte alla natura che può uccidere: anche la bellezza dei monti e delle loro vette emergerà in tutta la sua poesia, come in un fotogramma di Heidi o quello dei capolavori di Werner HerzogLa Montagna Lucente o L’urlo di Pietra.

I monti di SSX sono stati realizzati basandosi sulle planimetrie satellitari della NASA, quindi si presenteranno con un verismo strabiliante, facendoci raggiungere luoghi che pochi nella propria vita avranno occasione di vedere davvero. E proprio questa è la bellezza dei videogiochi: ci fanno viaggiare lontano, in posti in cui quasi nessuno è mai giunto prima.