di Marco Agustoni

Ti ritrovi con gli amici a parlare di web serie, e subito salta fuori qualcuno che strilla: "Freaks!". Certo, la serie ideata dall'ormai popolarissimo Guglielmo Scilla alias Willwoosh assieme ai suoi soci è stata un vero e proprio caso, con un budget risicato e una quantità di pageview che hanno fatto gridare al miracolo (e alcune somiglianze con Misfits che hanno fatto gridare i maligni al plagio). Ma quello italiano è un panorama in fermento e ci sono tanti altri buoni esempi di come la serialità possa essere declinata sul web secondo modalità inedite e spesso anche fruttuose.

Cominciamo con un progetto recente: giovedì 29 marzo è partita #ByMySide, web serie ideata dall'attore e regista Flavio Parenti (a breve nel nuovo film di Woody Allen ambientato a Roma) che andrà avanti per altre dodici puntate, pubblicate a cadenza settimanale. Ambiziosa, molto ben curata dal punto di vista registico e della fotografia, racconta di un gruppo di ragazzi sui trentaequalcosa incapaci di dare un senso alle proprie vite, in attesa di un Godot che non arriva (non per niente, l'opera di Samuel Beckett viene citata in maniera esplicita). Si tratta di un progetto interessante, perché dimostra come il fatto di essere in Rete non possa essere una scusa per fare le cose, citando Boris, alla "cazzo di cane", visto che magari non hai la minima idea di come si posiziona una luce sul set, ma va bene così perché "fa web".



Un altro progetto ambizioso è Stuck, web serie di Ivan Silvestrini che racconta dell'emotional trainer David Rea, impegnato a guarire la gente dai propri blocchi emotivi. La particolarità di Stuck è che, pur essendo una produzione italiana, è girata interamente in inglese. Il pilota è già online da un po' di tempo, mentre la prima puntata è stata messa su YouTube pochi giorni fa. Silvestrini avrebbe definito il suo progetto una via di mezzo tra Dr. House, In Treatment e Californication: quest'ultima viene probabilmente tirata in ballo perché il nostro David Rea dev'essere un provolone al pari di Hank Moody/David Duchovny.



Ma tra commedia e fantascienza, tentativi sperimentali e argomenti di nicchia, la giungla delle web serie Made in Italy si sta facendo di giorno in giorno più fitta. È così che capita di trovare produzioni dedicate ai più disparati argomenti, come ad esempio le scarpe femminili, vero e proprio fulcro della serie in rosa In Her Shoes di Lorena Adami, una specie di Camera Cafè all'interno di una toilette per signore, con punto di vista rigorosamente ad altezza tacco. O curiosi tentativi come Last Monkey, esplicito omaggio a L'esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam, articolato in sei puntate. Le bizzarrie low-fi di Skypocalipse e del Corso di cazzotti del Dr. Johnson. O ancora la serie horror L'altra, lanciata in maniera virale attraverso l'account Facebook della sua protagonista Martina Dego, e per concludere, Lost in Google, di cui avevamo già parlato un po' di tempo fa.



Certo, come sempre sul web, c'è il rischio di imbattersi in prodotti non solo di scarsa qualità, ma anche privi di originalità. E per il momento non sono ancora molti i siti o le riviste a occuparsi dell'argomento, dandoci così una mano nell'andare a colpo sicuro, senza sprecare il nostro tempo dietro a robaccia. Ma diciamocelo: la maggior parte di queste serie dura dai cinque ai venti minuti e un tentativo rapido glielo si può sempre concedere. Ne vale la pena: potreste imbattervi in un vero e proprio gioiellino...