di Federico Ercole
Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte sono i nomi dei quattro Cavalieri che, come scrive San Giovanni nel libro dell’Apocalisse, preluderanno alla fine del mondo.
E’ un compito davvero difficile quello di dare inizio alla catastrofe definitiva, ma cosa succederebbe se i cavalieri fossero ingannati, se dessero sfogo alla distruzione totale solo perché vittima di un complotto demoniaco e angelico insieme?
A questa affascinante domanda hanno risposto gli sviluppatori di Vigil Games creando Darksiders, uno dei più epici giochi d’avventura della storia dei videogiochi, una specie di “legend of Zelda” in chiave horror e solo per adulti. Nel primo episodio interpretavamo Guerra, nella sua spietata ricerca dei responsabili di questo fatale tradimento, distrutto dal senso di colpa di avere causato l’Apocalisse e ritenuto da chiunque un meschino e violento traditore.
Quest’estate uscirà l’attesissimo sequel del gioco per PC, PS3, XBox 360 e in seguito per la nuova console Nintendo, Wii U.
Questa volta saremo un altro cavaliere, il più tetro di tutti: Morte.
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Darksiders II, sempre disegnato da Vigil Games e distribuito da THQ, si svolge nella stessa epoca del primo episodio, ma ci narra l’epopea da un diverso punto di vista. Morte sa che suo fratello Guerra non avrebbe cominciato in anticipo la Fine se non fosse stato orribilmente ingannato; parte così per un viaggio salvifico allo scopo di discolparlo. Non percorreremo di nuovo le strade già battute, ma ci inoltreremo in zone mai esplorate nel prequel, incontrando nuove e micidiali minacce. Secondo gli autori il sequel sarà lungo e vasto il doppio del già enorme primo capitolo.
Anche questa volta potremo viaggiare a cavallo, altrimenti non saremmo dei Cavalieri, e vanteremo un arsenale “mortifero” in grado di abbattere i nemici più ostici. L’arma per eccellenza di Morte è, ovviamente, la sua temutissima falce, ma questa potrà ricomporsi assumendo forme diverse.
Eliminare i nemici, per cui è richiesto comunque un pensiero strategico e non solo distruttivo, non è l’elemento fondamentale di Darksiders II come del suo prequel, sebbene sia comunque un aspetto importante del gioco. Ciò che meraviglia è l’esplorazione di scenari titanici e post-umani.
Stephen King disse che mentre scriveva L’Ombra dello Scorpione, il suo romanzo su un’epidemia catastrofica, per lui era un po’ come “ballare sulla lapide del mondo”. Una frase un po’ macabra, ma scrivere e videogiocare non sono discipline così lontane perché coinvolgono, anche se in maniera diversa, l’immaginazione. Quindi in questo caso sulla lapide non danzeremo, ma giocheremo, mentre nel bene o nel male, fortunatamente, il mondo vero va avanti.




