di Carola Frediani
Quando l'informatico Scott Fahlman, durante un carteggio elettronico con dei colleghi alla Carnegie Mellon di Pittsburgh, creò il primo smile “:-)”, non pensava di aver aperto le cateratte di una nuova comunicazione informale. Era il 1982 e da allora le faccine, modulate in mille espressioni diverse, hanno dilagato in messaggi digitali e sms, email e cultura pop. Un'invenzione dal successo strepitoso che ora però Skype vorrebbe aggiornare, rendendola più umana. È l'intento degli Humoticons, ovvero di emoticon realizzati con le facce degli utenti per rendere più personale e concreta l'emozione che veicolano.
Come si fanno? - Basta andare sulla app per Facebook creata da Skype, registrarsi con il proprio profilo e creare una faccina attraverso una foto già caricata sul social network; o in alternativa, scattandone una nuova con la webcam. Si può realizzare un'immagine statica oppure una gif animata che combina 5 diversi scatti. In ogni caso il proprio viso verrà incasellato in un cerchietto, con a fianco il disegno del corrispettivo emoticon a fare da legenda qualora non sia chiara l'espressione immortalata. L'humoticon così creato può essere quindi condiviso sui social network o copiato nella chat (è disponibile il suo url). Si può anche visitare una gallery di humoticon realizzati da altri utenti e decidere di usare il più adatto alle proprie esigenze.
Videochiamare è meglio che… - L'iniziativa in realtà rientra in una più ampia campagna di Skype tutta tesa a sottolineare la differenza tra le videochiamate e il tipo di comunicazione scritta più distaccata che avverrebbe sui social network. La parola d'ordine è quella di “riportare l'umanità nella conversazione” digitale, attraverso in primo luogo le videochiamate del provider VoIp, e in seconda battuta l'utilizzo dei neonati humoticon.
Skype ha anche stilato una serie di regole di coinvolgimento umano, più o meno serie, le quali ci ricordano tra le altre cose che “Non va bene fare gli auguri alla mamma con un messaggino”. Seguono bordate ai social media: “140 caratteri non significa stare in contatto”, recita un messaggio che prende di mira Twitter. “Fai una pausa dai check-in”, dice un altro rivolto a Foursquare e simili.
Diverso il discorso per Facebook, con cui Skype (acquistata lo scorso anno da Microsoft) è ormai integrata, tanto che si possono fare delle videochiamate direttamente dalla chat del social network.
Se è vero che una videochat è in grado di restituire una conversazione molto più simile a quella in carne e ossa, con tanto di linguaggio non verbale e la possibilità di ridere all'unisono (serve però un ottimo collegamento da entrambe le parti, altrimenti l'effetto di maggior umanità viene congelato dai “freeze”), non è detto tuttavia che mettere delle foto animate al posto dei vecchi emoticon migliori davvero il dialogo. Senza contare la fluidità di inserire in una frase le tradizionali faccine come fossero dei normali segni di punteggiatura invece di andare a recuperare una foto dalla gallery di Skype.
Insomma, per ora gli humoticons sembrano più un giochino senza troppe pretese che una svolta nella grammatica della rete. Tanto più che ingegnarsi a realizzare con il viso stati d'animo particolari, ormai codificati in dettaglio dalle faccine, può essere un'impresa degna di un attore di Hollywood... ;-)




