di Eva Perasso

Il vizietto piace a tutti, anche ai vip: sono stati smascherati a commettere “sexting”, ovvero mandare messaggi e foto piccanti ad amanti e conoscenti via cellulare, in molti, da Rihanna a Tiger Woods, dal marito di Alicia Keys all’ex coniuge di Sandra Bullock, oltre a una lista nutrita di politici di tutti gli stati e credo politici. E poi c’è l’elenco infinito di tutti quelli che, per loro fortuna e almeno per ora, non sono stati pizzicati. Anche un ente di ricerca come Pew qualche mese fa ha indagato sul sexting: negli Usa ammetterebbe di farlo il 6 per cento degli adulti, mentre il 15 per cento dichiara di aver ricevuto, almeno una volta, immagini e video dai contenuti sessuali. Ecco perché, ora che il sexting dilaga (i più colpiti, ultimamente, sarebbero i giovanissimi) e si afferma come fenomeno sociale, arriva una soluzione tecnologica per impedire almeno agli altri di essere scoperti. E rendersi incensurati, nonostante l’abitudine bollente di scambiarsi immagini osé con gli o le amanti, o con il compagno di scuola.

L'app.
Il sogno del vip peccaminoso e del coniuge fedifrago si chiama Snapchat, è un’applicazione gratuita disponibile per ora solo su iPhone, da scaricare da iTunes: permette il libero scambio di materiale privato altamente scottante senza ledere la propria privacy. Si decide infatti, nel corso dell’invio, che l’immagine spedita o il messaggio scritto si autodistruggano molto presto. Giusto il tempo di essere ricevuti, aperti, letti o ammirati. Con il contatore interno all’iPhone, si può anche opzionare dopo quanti secondi la foto in déshabillé si autodistruggerà, stile Mission impossible, sparendo da archivi, memorie, cellulari e occhi indiscreti di mogli o mariti inquisitori. O di genitori in apprensione. Con un tempo massimo di 10 secondi.

Non solo sesso.
L’applicazione è tassativamente vietata ai minori di anni 12, e non nasce in realtà con l’intento spiccatamente sessuale: si inserisce piuttosto in quella nicchia di prodotti per la condivisione di materiali via dispositivi mobili, promettendo velocità di molto maggiori e costi inferiori agli mms, questa volta in più con una porta veloce verso il “cestino”. Una foto scattata con un’amica in spiaggia da nascondere rapidamente per via di quel brutto doppio mento, uno scherzo tra colleghi e via dicendo, i motivi per voler far sparire subito un’immagine possono essere tanti e non solo peccaminosi. Attenzione però, in caso si usasse Snapshot per sbeffeggiare il capo, o comunicare con l’amante segreta: anche se la privacy è assicurata dall’autodistruzione, nessuno è immune dall’occhio indiscreto di chi capita sul cellulare in quei fatidici 10 secondi, o fa una foto (con una macchina fotografica, con un altro cellulare) della schermata mentre stiamo gustando l’invio in fase di auto-distruzione.