Diablo, primo capitolo della serie videoludica targata Blizzard uscito nel 1996, ha ridefinito i role-playing games e si è attestato come uno dei giochi più influenti del decennio. Naturale quindi che l'arrivo del terzo capitolo, dopo ben dodici anni di attesa dal predecessore, generasse un certo interesse. E infatti a poco più di un giorno dalla pubblicazione di Diablo III è già record di vendite. Ma per il publisher californiano non è tutto un Paradiso, perché man mano che le ore passano sempre più giocatori sembrano intenzionati a mandare il team di sviluppo all'Inferno.

I motivi del dissenso sono molteplici. Il primo, però, forse quello che più di tutti ha portato finora i fan a stroncare Diablo III su Metacritic, con una media di voto da parte degli utenti di 3,5, riguarda la giocabilità. A lamentarsi sono soprattutto gli hardcore gamers, per i  quali il gioco è diventato troppo facile, troppo simile ai tanti casual games pensati per incontrare le simpatie di un pubblico ampio e non molto abile in fatto di videogiochi. I personaggi, poi, sarebbero piatti e avrebbero uno sviluppo chiuso e prevedibile. I nemici poco appaganti. Addirittura, alcuni fan della serie, in segno di sfida, si sono cimentati e hanno finito il gioco in poche ore, per dimostrarne l'inconsistenza.

Un altro fronte di questa vera e propria rivolta popolare ha a che fare invece con difficoltà e scelte tecniche. Da un lato i server non sarebbero stati in grado, in queste ore di intenso traffico, di reggere l'impatto dei giocatori, con frequenti rallentamenti; dall'altro, la scelta da parte del publisher di applicare un sistema DRM di protezione anti-pirateria avrebbe creato numerosi problemi a utenti che hanno comprato regolarmente Diablo III, ma non sono riusciti comunque a giocare. Molti hanno poi criticato il fatto che per giocare si debba essere costantemente connessi a internet. E, per finire, alcuni giocatori hanno cominciato a stilare una lista di tutti i bug, ovvero i difetti di programmazione, incontrati lungo il gioco.

Insomma, un successo commerciale che rischia però di tramutarsi, per Blizzard Entertainment, in una vera e propria debacle a livello di immagine. Ad ora, il malcontento si è mosso su forum e siti web di appassionati, ma anche su Twitter e sugli altri social network. Dove sono frequenti i post di chi si lamenta perché non riesce a giocare o per i famosi DRM. Ma va detto, non mancano i commenti di giocatori più che soddisfatti. Per cui, prima di dichiarare la stroncatura, forse la cosa più saggia è rimanere in attesa di ulteriori feedback o, ancora meglio, impugnare mouse o joypad e cimentarsi in prima persona nella battaglia contro il perfido, per quanto forse non poi così temibile, Diablo.