di Federico Guerrini

Immaginate questo scenario. Avete partorito un pensiero geniale, qualcosa destinato a rivoluzionare le comunicazioni fra gli umani e proprio non ce la fate a tenerlo tutto per voi. Ragion per cui lo twittate e già che ci siete, lo postate anche su Facebook e Tumblr. Peccato che nessuno vi calcoli. Orfani di un retweet e persino di un misero commentino su Facebook, vi autoflagellate a colpi di mouse, chiedendovi dove avete sbagliato. Una delle spiegazioni, ahimè la più probabile, è che in fondo non abbiate scritto qualcosa di così interessante. Potrebbe trattarsi però anche di una questione di scelta di tempo.

A dar retta a Bit.ly, uno dei più popolari servizi di accorciamento degli Url che ha appena pubblicato un articolo sulla questione, ciascun network ha le sue ore e le giornate “di punta”, i momenti in cui postando un contenuto si è più sicuri che riceva la giusta attenzione. Per quanto riguarda Twitter le ore migliori sono quelle comprese fra l'una e le tre del pomeriggio, dal lunedì al giovedì.

Sconsigliato invece postare dopo le tre del pomeriggio del venerdì o nel fine settimana quando, a quanto pare, su Twitter non c'è nessuno. Il giorno di Facebook, invece, è il mercoledì; per essere più precisi, le tre del pomeriggio del mercoledì. Sconsigliate le ore serali e notturne: meglio postare dall'una alle quattro del pomeriggio e nei giorni feriali.

Tumblr, il terzo network analizzato da Bit.ly, è caratterizzato da una dinamica differente. Ricevono maggiore attenzione i contenuti postati nelle ore serali e la sera di venerdì in particolare. Anche la domenica, diversamente da quanto accade su Facebook e Twitter, è un buon giorno per postare. Queste indicazioni però, non vanno prese per oro colato. Innanzitutto, Bit.ly non dice da quanti tweet fosse costituito il campione esaminato e come fossero distribuiti dal punto di vista demografico gli utenti analizzati. Ragion per cui, se il vostro scopo è quello di rivolgervi a un'audience particolare, può darsi che i dati forniti non vadano bene per voi.

L'orario considerato, inoltre, fa riferimento al fuso orario della Costa Est degli Usa e probabilmente (Bit.ly non lo dice) a un'audience basata negli States; anche di questo va tenuto conto. Non è detto che le abitudini  italiane o di altri paesi coincidano con quelle americane. Se i picchi di affollamento possono essere spiegati, per esempio, con un veloce sguardo al Pc dato dopo il ritorno dalla pausa pranzo o da quella per il caffè, bisognerebbe capire se i tempi degli impiegati italiani coincidono con quelli dei loro omologhi di Oltreoceano.

Va detto poi che altri studi presentati in passato fornivano risultati diversi. Uno studio del consulente di social media Dan Zarrella del 2010 indicava nelle ore mattutine quelle più adatte per postare su Facebook e Twitter. Una ricerca più recente (gennaio 2012) di Zarrella su Twitter indica addirittura i week-end come momento ideale per avere più clic sui propri cinguettii.

Un altro studio del 2010, forse il più completo fino ad ora sugli utenti del sito di Zuckerberg, della società Vitrue su più di un milione e mezzo di post e oltre 7 milioni e mezzo di commenti, forniva come ore ideali per inserire contenuti, le 11 del mattino, le 3 del pomeriggio, e le 8 di sera.

È interessante notare però che l'analisi di Vitrue concorda quella di Bit.ly sul fatto che le 3 del pomeriggio di mercoledì siano l'orario in cui si ha maggiore probabilità di vedere cliccati i link postati su Facebook. Questo, almeno, pare appurato. Se le ricerche sopra citate non vi convincono, un'altra soluzione per scandire temporalmente i propri contenuti sulle reti sociali, riservata soprattutto agli utenti del tecno fringuello, è quella di tarare la pubblicazione dei tweet in base ai suggerimenti di una delle tante applicazioni (come Timely, Tweet When, Tweriod, When to Tweet, quest'ultimo a pagamento) che analizzano il comportamento dei follower, cercando di capire qual è il momento in cui sono più frequentemente online.