di Floriana Ferrando

Anche cinguettare (su Twitter, s’intende) è un’arte. Per chi non lo fa bene il rischio è un calo drastico dei follower e un bel colpo basso per la propria popolarità online. Alcune recenti ricerche e sondaggi hanno messo in fila i motivi che portano gli utenti del servizio di microblogging a ricorrere al tasto “Smetti di seguire”, eliminando in un click i profili più molesti e fastidiosi.

Vade retro “over-twitting” – Chi esagera con i tweet rischia grosso. Certo, è bene tenere il proprio profilo aggiornato, ma a tutto c’è un limite. L’eccessivo numero di post condivisi online pare essere il motivo principale per cui si decide di smettere di seguire qualcuno sul web: a sostenerlo è il 52% degli intervistati che hanno preso parte ad un sondaggio fra gli utenti. Intanto l’infografica realizzata da  WhiteFireSEO indaga sui limiti tollerati, indicando come soglia massima per considerare il flusso di tweet accettabile quella inferiore ai 36 messaggi al giorno. Oltre uno ogni ora.

Che noia! - Tuttavia non è solo la quantità ad annoiare, anche la qualità dei messaggi gioca un ruolo cruciale. Il 48% degli utenti coinvolti dal sondaggio - condotto su un campione di 500 persone - ha risposto che l’autopromozione è una delle cose più insopportabili online. Dunque, i narcisisti incalliti facciano attenzione a non peccare di presunzione sul sito di microblogging, il tasto “Smetti di seguire” è in agguato.
E ancora, se non si ha niente di interessante da dire, meglio evitare di scrivere, come spiega l’analisi condotta da Kwan et al, da cui emerge che opinioni su dettagli insignificanti della propria vita quotidiana sono fra le cause più diffuse di abbandono virtuale. D’altronde a pochi interessa sapere se stai andando a fare la spesa o se la tua maglietta preferita si è macchiata di cioccolato. Per questo stesso motivo sono a rischio anche i followers degli appassionati di Foursquare: il servizio di geolocalizzazione – che comunica a tutti i vostri più banali spostamenti – potrebbe avere effetti collaterali sulla vostra popolarità online (22% del sondaggio).
Da evitare, poi, la continua condivisione di link: qualcuno potrebbe gridare allo spam e cancellarvi dalla sua lista di contatti. Cartellino rosso anche per il proliferare di inutili hashtag.

Sì al botta e risposta - Per vedere lievitare i propri follower non bisogna perdere il senso di comunità tipico di qualsiasi social network. L'infografica realizzata dallo studio WhiteFireSEO mostra come il 38% degli intervistati smettano di seguire qualcuno perché l’account è un semplice elenco di tweet, senza dialogo alcuno con gli altri: “Twitter promuove il dialogo, le conversazioni fra agli utenti - spiega Fast Company - Non preoccupatevi se non riuscite a rispondere ad ogni singola persona ogni volta, ma almeno provate”. Insomma, in una piazza virtuale bisogna cimentarsi in confronti e botta e risposta, i monologhi non interessano a nessuno. Ma fatelo con un certo appeal, la maleducazione non fa sconti neanche online.

Infine, un po’ di attenzione va riservata alla netiquette e alla grammatica. Per alcuni è intollerabile l’uso del carattere maiuscolo nei messaggi (va ricordato che in rete equivale ad urlare), mentre altri non resistono di fronte alle gaffe grammaticali: tu fai scempio della lingua italiana? Io do un bel colpo di grazia alla tua reputazione online. E così i follower precipitano.