di Marco Agustoni

Siamo nei giorni dell’E3, la fiera dei videogiochi in cui i più grandi produttori si fanno belli agli occhi della stampa mondiale. Mentre tutti parlano di Halo 4 o del nuovo episodio di Resident Evil, risulta allora interessante raccontare un progetto diametralmente opposto: stiamo parlando di Humble Indie Bundle, un sito che riesce a coniugare l’attenzione per i videogame indipendenti con la beneficenza. Ma in che modo?

Il funzionamento è piuttosto semplice. A cadenza abbastanza regolare, sul sito vengono offerti dei pacchetti promozionali che raggruppano una serie di videogiochi indipendenti già usciti sul mercato: si tratta di titoli selezionati e di qualità, che spesso hanno fatto incetta di premi, anche se magari non si sono fatti conoscere dal grande pubblico. Queste proposte hanno una scadenza temporale, di solito un paio di settimane, e durante questo periodo i visitatori possono acquistare il bundle (ovvero il pacchetto) al prezzo desiderato: si possono spendere pochi centesimi così come centinaia di dollari.

Al momento dell’acquisto è possibile scegliere come destinare i soldi spesi: agli sviluppatori dei videogiochi, ai membri del progeto Humble Indie Bundle oppure a una serie di associazioni non profit, tra cui Child’s Play Charity, che si occupa di portare videogiochi ai bambini ricoverati in ospedale, o la Electronic Frontier Foundation, un fondo per la tutela dei diritti digitali. In genere, un’offerta di un determinato livello procura qualche benefit: l’attuale Bundle numero 5 comprende infatti quattro videogiochi (Limbo, Psychonauts, Superbrothers: Sword & Sorcery EP e Amensia: The Dark Descent), ma garantisce il download di un quinto titolo, Bastion, a chi è disposto a spendere più della media degli acquisti effettuati finora, ovvero sette dollari e rotti. Al momento, con i vari episodi dell'Humble Bundle, sono stati raccolti oltre 15 milioni di dollari. Chi dice che giocare è un'attività inutile?