di Floriana Ferrando

Meglio parlare di musica, postare le foto delle vacanze o condividere un video divertente? A suggerire il comportamento vincente da tenere sui social network per avere successo è Good Sort, la nuova applicazione in grado di calcolare la popolarità dei nostri argomenti su Facebook.

Come funziona – Per neanche un dollaro, Good Sort mette in fila dal più al meno popolare tutti messaggi condivisi sulla nostra bacheca. L’app va a spulciare i vecchi aggiornamenti di status, i video e le foto caricate online analizzandone il seguito che hanno avuto fra gli internauti, quantificando i “Mi piace”, i commenti e le condivisioni.
Così ecco che quella foto mozzafiato scattata in cima alla Tour Eiffel si piazza al primo posto grazie alle decine e decine di pollici all’insù collezionati, seguita da quel video divertente inondato di commenti, e così via. Il sistema è in grado di passare al setaccio tutta la nostra storia virtuale, con la possibilità di restringere la ricerca a un periodo specifico.
Dopo il primo utilizzo Good Sort chiede di sottoscrivere un abbonamento trimestrale del costo di 2,99 dollari, che permette di estendere l’analisi anche ai messaggi di amici, pagine e gruppi, salvando i preferiti nell’apposita sezione. Il tutto nel pieno rispetto della privacy: l’app inizierà il suo viaggio attraverso il nostro passato virtuale solo dopo avere ricevuto l’autorizzazione dall’utente. Insomma, Good Sort si propone come il cugino più giovane di Klout, altro servizio di misurazione del successo degli utenti su Facebook e Twitter.

Le regole d’oro della popolarità
– Se grazie a Good Sort ci dovessimo accorgere che la nostra popolarità sulla piazza virtuale di Zuckerberg lascia un po’ a desiderare, basta qualche semplice accorgimento. Ad esempio, la positività e il buon umore pagano sempre, d’altronde chi ha voglia di sorbirsi le lamentele di uno sconosciuto? Dunque meglio tenere a bada i malumori. Ma è importante non solo quello che si dice, ma anche come lo si dice: se il linguaggio adottato è familiare e poco ingessato, è più facile che in molti prendano parte alla conversazione. Con un occhio di riguardo alla grammatica, ovviamente.
E ancora, è bene interessarsi agli altri chiedendo consigli e pareri, curando la conversazione e senza lasciare passare troppo tempo fra le risposte. Attenzione, poi, a non trasformare il nostro profilo in un bignami di letteratura e poesia: meglio andarci piano con le citazioni da libri e film, rischiano di stufare.

Una miniera di dati personali - Tuttavia, per la popolarità (anche per quella online) c’è un prezzo da pagare: più si è attivi sui social network, maggiore è il rischio di far sapere agli altri aspetti intimi e privati della nostra vita. A ricordarci quello che condividiamo arriva Wolfram Alpha Tool, l’applicazione dell’omonimo motore di ricerca che partendo dai dati condivisi su Facebook crea dei grafici che ritraggono le nostre abitudini e i nostri interessi, dai momenti della settimana in cui siamo più attivi alle più classiche informazioni personali su nazionalità, orientamento religioso e molto altro.
Il risultato è divertente e allo stesso tempo inquietante: chissà che Wolfram Alpha non ci guidi verso un uso più consapevole della Rete.