di Camilla Sernagiotto

Raccontarlo alle nonne è impresa ardua, perché alla definizione di “riunione in uno spazio pubblico di un gruppo di persone che vogliono mettere in pratica un’azione strana e insolita” loro risponderebbero: “Ma che senso ha?”

Eppure stavolta le nonne sono da biasimare, perché se c’è qualcosa di cui il Flash Mob è pregno è proprio il senso.

Il termine coniato nel 2003 dall’inglese “flash” (ossia lampo) e “mob” (folla) designa infatti una performance apparentemente nonsense che tuttavia, nella maggior parte dei casi, di significato ne ha eccome.

Se si eccettuano Flash Mob particolari come la battaglia di cuscini e la gavettonata (anch’essi entrati a pieno diritto nella Hall of Flash Mob), quasi tutti gli happening di questo genere veicolano un messaggio forte e chiaro.
Denominatore comune dei raduni lampo è il mezzo con cui vengono organizzati, cioè tramite Internet (Social Network, Mail, siti Web) oppure attraverso SMS o telefonate fatte ad hoc.

Nonostante si atteggi ancora a ragazzino, il Flash Mob ha la sua veneranda età, visto che è nato nel lontano 2002; dieci anni Web corrispondono a 50 anni umani, motivo per cui stiamo parlando di un signorotto già formato in tutto e per tutto.

Il primo a mettere radici all’albero genealogico dei Flash Mob fu il cosiddetto No Pants Subway Ride, una corsa nella metropolitana di New York in cui decine di persone sfilarono in mutande.
Da quello ne nacquero infinite varianti, inizialmente soltanto con protagonisti metropolitani mezzi nudi a cui seguirono poi nuovi sottogeneri.
Ecco il primissimo Flash Mob della storia risalente al 2002 e il suo erede italiano, girato nella metropolitana di Milano nel gennaio 2011:



Il primissimo Flash Mob tricolore risale invece al 24 luglio del 2003, quando il blog Flashmob Fantasmaformaggino e il sito guerrigliamarketing.it attirarono 300 persone in Via del Corso per invadere il negozio di dischi Messaggerie Musicali chiedendo titoli inesistenti di album di ancora più improbabili band e cantanti.
Da allora anche in Italia ne sono spuntati come funghi: dai brand per autopubblicizzarsi ai gruppi musicali per il lancio di un nuovo singolo, non c’è fetta di mercato che non guardi al Flash Mob come a una delle più potenti forme di battage mediatico dal sapore guerrillero.

Ma i cultori del genere non sono solo quelli che vogliono vendere qualcosa; c’è perfino chi ha scelto questa performance innovativa per fare una proposta di matrimonio o per denunciare le efferatezze della camorra:



Tra i vari Guinness dei Primati, quello per il maggior numero di “mobbers” mobilitati spetta al Flash Mob londinese del 4 aprile 2007 a cui parteciparono più di 4000 persone. Riunitisi presso la stazione di Victoria e armati di auricolari, i protagonisti dell’evento-lampo più riuscito della storia si sono dimenate per ore durante uno dei primi esempi di Silent Disco Party (feste in cui la musica viene ascoltata soltanto in cuffia).

Due anni dopo un’altra stazione ha fatto da scenario a uno degli happening più amati del filone, quello della Central Station Antwerp in Belgio:



E tra quello organizzato alla Liverpool Street Station e quelli che un giorno sì e un giorno anche prendono vita alla Stazione Termini, si è ormai perso il conto…



Per gli amanti della musica, un appuntamento che è stato imperdibile (e quasi irripetibile) è quello che i fan dei Black Eyed Peas si sono dati a Chicago l’8 settembre del 2009 in occasione del concerto della band alla Oprah's 24 Kickoff.
Sulle note della canzone I Gotta Feeling, il pubblico ha iniziato gradualmente a ballare a ritmo di musica, seguendo passi ben precisi e programmati.

Rimanendo nell’ambito della musica, il cantante più “flashmobbato” è ovviamente lui, il Re del Pop: i brani di Michael Jackson fanno da collonna sonora a innumerevoli happening, tra cui quello organizzato in un penitenziario nelle Filippine:



Anche il cinema non è rimasto indifferente al fenomeno, basti pensare al film Notte prima degli esami – Oggi in cui i protagonisti Nicolas Vaporidis e Carolina Crescentini partecipano sia a un Naked Flash Mob sia a una cuscinata con i fiocchi. Anzi: con le piume…



E anche i cuginetti d’oltremanica dei nostri bei Vaporidis e Crescentini si sono trovati nel bel mezzo di due Flash Mob.
Si tratta di Justin Timberlake e Mila Kunis, protagonisti di Amici di letto: