Psy, la star della dance sudcoreana, è entrato di diritto nella storia della musica: il video del suo brano "Gangnam Style" è il più visto nella storia di YouTube, con oltre 800 milioni di visualizzazioni. Sconfitto anche la star dei teenager Justin Bieber, che da due anni deteneva il record con il video del suo singolo "Baby."



Il video di Gangnam Style è su YouTube dal luglio 2012 e già dopo poche settimane dalla sua pubblicazione è cominciato il successo mondiale. Per la cronaca il titolo della canzone è un diretto riferimento al ricco quartiere Gangnam di Seul e al consumismo che vi domina. Un fenomeno che lo stesso Psy, il cui vero nome è Park Jai-sang, conosce bene, essendo figlio di un facoltoso uomo d'affari. Il Dj coreano è tutt'altro che venuto dal nulla: mandato dai genitori a studiare economia negli Usa, usò i soldi della retta per comprare strumenti musicali e si diplomò al Berklee College of Music di Boston prima di tornare in Corea del Sud e diventare celebre nel 2011 grazie all'album di debutto.

A decretare il successo mondiale della dance Gangnam hanno anche contribuito le performance estemporanea di personaggi illustri del mondo della musica e non solo. Dopo Britney Spears, Nelly Furtado, Heidi Klum (all'ultima presentazione degli Mtv EMA, quando Gangnam Style ha vinto il premio come miglior video) si è aggiunta ora anche Madonna che ha addirittura cambiato la sua scaletta quasi all'ultimo momento, inserendo, nel suo concerto di New York del 12 novembre per raccogliere fondi per le vittime di Sandy, un'esibizione con PSY.



Come dicevamo la Gangnam Style mania ha raggiunto nelle scorse settimane anche gli insospettabili, come il segretario dell'Onu Ban Ki-Moon e l'artista dissidente cinese Ai Weiwei (ma Pechino ha bloccato la sua parodia perché prendeva troppo in giro il potere). Per non parlare dei flash mob, appunto, le mobilitazioni collettive con appuntamento prestabilito in America, Thailandia, Australia, Francia, Svezia, Canada e anche in Italia: a Roma si sono ritrovate 30 mila persone che hanno dato vita al balletto con la musica riprodotta dal loro smart-phone.