di Marco Agustoni

Microsoft sembra sempre più intenzionata a dire la sua all'interno dell'affollato campo di battaglia dei social network: l'atto decisivo è stata l'apertura di Socl a tutti gli utenti, per il cui utilizzo è sufficiente avere già o aprire un account Microsoft o Facebook. Si tratta ancora di una fase beta, passibile quindi di modifiche e miglioramenti, ma che dovrebbe già fornire un'idea di ciò che ha in mente la società con sede a Redmond.

In poche parole, che cos'è esattamente questo Socl (il cui nome rimanda al contempo ai concetti di “social” e “so cool”)? La sua funzione principale consiste nel creare dei post composti di collage di immagini, video e link da internet, da condividere poi con i propri follower. I materiali per dare vita a questi mosaici vengono reperiti attraverso il motore di ricerca di Bing, altra creatura di proprietà di Microsoft, e questa è una delle particolarità di Socl: unire social network e search engine. Una volta terminata la propria creazione, le si dà un titolo, la si associa a degli interessi (sport, cibo ecc.) e la si pubblica. È poi possibile rispondere ai post altrui con nuovi collage a tema.

Nonostante per qualcuno il paragone sia stato automatico, dalle parti di Microsoft si è subito puntualizzato che Socl non intende in nessun modo sfidare Facebook, con cui anzi è previsto un certo grado di integrazione: la già citata possibilità di accedere con un account del social network per eccellenza e la possibilità di utilizzarlo per condividere i propri collage. Se proprio è necessario trovare delle analogie, piuttosto Socl ricorda più da vicino Pinterest, per il suo approccio principalmente visivo.

Cosa può capitare di trovare su Socl? Dopo averci fatto un rapido giro, la risposta è: praticamente di tutto. Dai “santini” dedicati alla popstar del momento, con tanto di foto e video preferiti, all'album di viaggio, passando per le brochure illustrate di prodotti tecnologici e le compilation di stranezze. Quale ruolo potrà ritagliarsi questo nuovo concorrente nella royal rumble di social network che da qualche anno scalda gli animi dei media, invece, è una questione che solo il tempo potrà risolvere...