di Federico Ercole

Tre ore in compagnia di Lara Croft, tre ore di pericolose avventure su un’isola ostile che sembra più misteriosa di quella di Lost. Tre ore che ci danno un antipasto di quello che ci aspetta il 5 marzo 2013, la data in cui Tomb Raider uscirà per PS3, XBox 360 e PC. Dopo avere giocato in anteprima con Lara presso gli uffici milanesi di Halifax, la società che distribuisce il videogame in Italia, possiamo dirlo: la super eroina sexy di questa storica serie è diventata “solo” una ragazza, bella e disperata, agguerrita e sognante.

La giungla. Ritroviamo Lara naufragata su un isola spazzata dalle piogge, appesa a testa in giù in compagnia di alcuni cadaveri putrefatti. Fuggiamo da questo inferno, strisciando, saltando e arrampicandoci. A questo punto ci ritroviamo sulle coste rocciose, piene di relitti, e ci addentriamo nella giungla.

Tomb Raider: il trailer




La Crystal Dynamics, che ha sviluppato Tomb Raider prodotta da Square-Enix, ha realizzato uno scenario ostile dove la vegetazione, le rocce, le cascate e i torrenti sono realistici e fantastici insieme; con quella del recente Assassin’s Creed 3, si tratta di una delle migliore foreste mai viste in un videogioco. Ma qui è tutto più tetro.

Gli animali. Ci sono anche degli animali e una delle prime cose che dobbiamo fare, perché Lara è affamata, è cercare del cibo e un’arma con cui cacciare. Per fortuna nei pressi, tra i rami di un grosso albero, troviamo un cadavere con un arco rudimentale. Lara ha il viso coperto di sporcizia, le membra ferite, gli abiti lacerati che non sono uno stratagemma per farci intuire le sue curve. Meagan Marie, la community manager di Crystal Dynamics, ci racconta che gli sviluppatori hanno lavorato su Lara pensando a lei “prima come essere umano che come donna”. E’ stata, ci dice “una delle prime donne sulla copertina di un videogioco, ed è stato importante, ma adesso siamo andati oltre. Questa volta lei incarna un’esperienza e un’umanità universale al di la del suo sesso”. L’avventura prosegue combattendo contro lupi affamati, l'incontro con altri naufraghi catturati da un manipolo di perfidi paramilitari. Riusciamo a scappare, ancora con le mani legate, finché uno di questi uomini brutali aggredisce Lara in maniera strisciante. Lo abbattiamo in una scena memorabile e fuggiamo, nascondendoci e combattendo.

Mistero. Chiediamo a Meagan Marie quanto durerà il gioco e ci dice che lei ci ha messo “una quindicina di ore, senza tuttavia esplorare tutti i segreti opzionali che l’isola ospita”. Passiamo dalla selva a villaggi in rovina, scaliamo rocce e penetriamo nelle caverne dove sorgono strani ruderi, giungiamo in oscure basi militari, ci arrampichiamo ad altezze vertiginose su un traliccio per le comunicazioni che ci rivela l’immensità dell’isola. In ogni Tomb Raider comparivano anche mostri e creature leggendarie, chiediamo a Meagan Marie se sarà così anche in quest’ultimo: “La minaccia è soprattutto rappresentata dai razziatori che attaccano Lara e compagni, anche essi sono naufraghi e in un qualche modo sono stati indottrinati. Non posso rivelarvi altro! C’è un grande e terrificante mistero, ma dovrete scoprirlo quando giocherete!”.