di Federico Ercole

Oltre ad avere inventato uno dei passatempi più intriganti e intelligenti di sempre, Lego è riuscita a sopravvivere ai cambiamenti dei gusti e delle mode anche grazie ai mondi videoludici lanciati negli ultimi anni. I videogiochi griffati Lego ormai sono oggetti ricercati e apprezzati da un grande pubblico di appassionati.
Dopo l’epica-comica dell’eccellente Lego Il Signore degli Anelli il prossimo gioco di mattoncini sarà Lego City Undercover, una specie di Grand Theft Auto light, spassoso, parodico e naif che non esclude tuttavia la profondità e la complessità. Sarà un’esclusiva per la nuova console Nintendo: Wii U.

Il trailer di Lego City Undercover



In Lego City Undercover vestiremo i panni di un poliziotto sotto copertura dal nome di Chase McCain. Lo guideremo nella sua avventurosa caccia a Rex Fury, un nerboruto e perfido criminale. Il videogame, sviluppato da Tt Games, si ispira alla sofisticata collezione metropolitana Lego City, travestendola di elementi gialli e noir.
Chase potrà travestirsi e assumere diverse identità oltre a quella del poliziotto: un pompiere, un ladro, un carpentiere. Ogni identità garantirà a Chase abilità differenti che lo aiuteranno nella sua lotta per assicurare alla giustizia Rex Fury.

Attraverso il display touch-screen del gamepad di Wii U potremo perlustrare l’ambiente in cerca di risorse o di prove, interrogare i criminali, studiare i percorsi di una mappa vastissima che non include solo la grande città ma anche i boschi che la circondano e le coste. Avremo l’occasione di viaggiare con un’incredibile varietà di mezzi di trasporto e autovetture, (più di un centinaio) e potremo anche volare con gli elicotteri.

Lego City Undercover si prospetta come un nuovo e interessante esperimento di Lego. Guardare i pupazzetti muoversi e recitare come attori in un film poliziesco risulta davvero divertente, mentre le architetture della città, oltre il loro aspetto “giocattoloso”, appaiono maestose.
Chissà magari, quando giocheremo a Lego City Undercover, ci verrà voglia di tirare fuori dai cassetti i nostri vecchi mattoncini, oppure di “rubarli” ai nostri figli, per improvvisarci ancora una volta architetti. E così tornare bambini che costruiscono la propria città di Lego.