di Floriana Ferrando

Macchine per scrivere, telefoni a disco e telescriventi. Sono gli ‘attrezzi del mestiere’ della squadra di pubblicitari di Mad Men, la celebre serie tv interpretata dal fascinoso John Hamm. Ma se Google fosse esistito negli anni Sessanta, Don Draper lo avrebbe utilizzato? C’è da scommettere di sì. Così un programmatore austriaco si è divertito a catapultare il celebre motore di ricerca e la sua interfaccia indietro di qualche decennio.

Il progetto
– La trovata è frutto dell’estro creativo del designer Norbert Landsteiner che partendo dall’idea di modernizzare l’universo della Sterling Cooper, ha creato un sito web che permette di effettuare una ricerca utilizzando un’inedita versione in stile anni Sessanta di Google, proponendo un’interfaccia che imita un vecchio IBM 360.
Appena giunti sulla pagina web dedicata a Google60 (così è stato battezzato il progetto) ci si ritrova faccia a faccia con una tastiera QWERTY: basta digitare la parola da cercare e la ricerca partirà. I risultati, anziché sulla schermata del pc, prenderanno forma su delle tradizionali schede traforate. Proprio come quelle utilizzate da Peggy Olson, la segretaria e collaboratrice di Draper.

La ricerca - Ticchettio dopo ticchettio, sul foglio di carta (anzi, di pixel) si materializza il logo di Google: dimenticate i Doodle e il caratteristico logo multicolore, qui tutto è in bianco e nero. Poi, basta seguire le istruzioni fornite dal browser per ottenere i risultati, con anche la possibilità di effettuare la ricerca fra testi, immagini o ultime notizie. Basta qualche minuto (d’altronde ai tempi di Mad Men non si poteva certo pretendere una connessione veloce) perché la macchina inizi a scrivere la sua risposta. Un aspetto divertente è rappresentato dalla ricerca per immagini: i programmi grafici negli anni Sessanta non erano ancora troppo soddisfacenti, così Google si adegua e quando si cerca una foto, propone il disegno costruendolo con asterischi, trattini, lettere e segni di punteggiatura.
A conferire alla trovata di Landsteiner un ulteriore sapore retrò c’è il suono dei tasti della macchina per scrivere trasformata in browser, gli stessi di un’autentica 129 IBM Keypunch.

Anni ‘80
- "Google 60 – spiega il sito– nasce come un progetto d'arte per esplorare nel tempo le distanze fra le diverse interfacce utente". Tuttavia non è il primo caso simile: Landsteiner aveva già proposto qualcosa di simile con Google BBS, riportando Big G dentro i Bulletin Board System degli anni Ottanta. Lì l’aspetto del motore di ricerca era molto più simile a quello odierno, con tanto di suoni a ricordare l’ormai sorpassato metodo di connessione remota.