di Federico Ercole

Si prospettano sempre più interessanti le avventure di Edward Kenway, nuovo assassino della milionaria e spesso appassionante saga di Ubisoft che ogni anno, alla fine dell’autunno, ci fa vestire la cappa e il cappuccio di eroici professionisti dell’omicidio contro spietate forze malefiche.
Dopo la svolta del terzo episodio, che ha portato la serie nell’America del diciottesimo secolo, la rappresentazione della natura selvaggia ha raggiunto la stessa magnificenza visiva di quella architettonica con cui gli sviluppatori ci avevano illustrato le grandi città italiane e del medio oriente di un dodicesimo e tredicesimo secolo virtuali. I boschi e le foreste di Assassin’s Creed 3 restituiscono al giocatore l’immagine di una natura in grado di realizzare templi e monumenti di vegetazione e minerali che non sfigurano davanti alle più ambiziose costruzioni umane. Quest’intuizione sembra continuare, estremizzata, nel prossimo Assassin’s Creed IV Black Flag, che si svolgerà nei primi decenni del 1700, ai Caraibi, durante l’epoca d’oro della pirateria.

Trailer



Annunciato qualche mese fa per Playstation 3, XBox 360, Wii U e le console di prossima generazione di Microsoft e Sony, Assassin’s Creed IV Black Flag si sta arricchendo di nuovi dettagli attraverso splendide immagini e nuovi trailer che ci precipitano in mondo di mari cristallini, isole deserte affogate dalla vegetazione, città sorgenti tra le onde dell’oceano e la giungla, fondali marittimi ricchi di vita e tesori sommersi. Visioni che ci fanno intuire la pittoresca ma spietata esistenza della ciurma dei pirati tra arrembaggi e bevute di rhum.

Trailer E3



Si sa ancora molto poco di come questo quarto episodio entrerà a fare parte della saga, intesa nei suoi aspetti più fantascientifici (quindi il suo rapporto con il presente e la congiura astrale e apocalittica dei templari cattivi e della multinazionale Abstergo). Tuttavia la vita della masnada dei mari raccontata nel videogioco è così apparentemente ricca di fascino da farceli dimenticare e, per il momento, indurci a sognare la simulazione piratesca per eccellenza.  

Uno degli elementi più emozionanti visti fino ad ora sono le suggestive immagini, tra Hemingway e Benchley, in cui Edward Kenway affronta un inconfondibile grande squalo bianco a bordo di una canoa, cercando di cacciarlo con un rudimentale arpione. Quello che sconvolge è la parità, se non lo svantaggio umano, nella lotta tra due grandi predatori, due grandi “assassini”. Vera epica.

Ovviamente la pesca e la caccia al tesoro non sono che pochi tra i tanti elementi presenti in quello che si annuncia come il più vasto Assassin’s Creed di sempre. Un gioco che potrebbe essere in grado di farci trascorrere, alla fine di questo autunno, ore emozionanti ed esaltanti a valicare le onde in una specie di sogno che quasi tutti i bambini hanno avuto: diventare un pirata.