di Federico Ercole

E’ inutile negarlo, oggi i videogame sono sempre più facili. E non solo perché in quasi tutti i nuovi titoli possiamo selezionare il livello di difficoltà. Ma anche perché nei giochi contemporanei è quasi impossibile smarrire la strada, certi nemici sembra che ti porgano la guancia e quando si “muore” si ritorna magicamente laddove si era periti, senza nessuna penalità.
A ribaltare questa tendenza alla semplicità ci hanno provato davvero pochi giochi. E tra questi ci sono senza dubbio Dark Souls e il precedente Demon’s Souls: entrambi sviluppati da From Sofware, si sono rivelati sadici e crudeli con chi li gioca come certe opere del passato. Ma non si tratta di difficoltà frustrante: Dark Souls educa chi lo vive con continui Game Over che gli insegnano a superare ostacoli che possono sembrare insormontabili. Anche grazie a questa caratteristica, Dark Suols è diventato uno dei videogame più amati dai giocatori hardcore che ora attendono con ansia l'uscita del secondo capitolo, in arrivo il prossimo 14 marzo per PS3, XBox 360 e PC , distribuito da Namco-Bandai e sviluppato da From Software. 

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La prova - Nell'attesa che arrivi sugli scaffali dei negozi, abbiamo potuto provare un segmento che si svolge nelle segrete e tra i corridoi in rovina di un tetro maniero. I primi nemici che affrontiamo sono scheletri animati: se non ci si distrae sono facili da eliminare, ma guai a prenderli sotto gamba, soprattutto se ci circondano. Giungiamo nei pressi di una scala che penetra nell’oscurità di un tunnel. Qui è fondamentale usare la torcia, ma quando questa è accesa lo scudo diventa inutilizzabile. Incontriamo degli “orchi” corazzati armati di mazza e dopo essere stati maciullati da due dei loro colpi capiamo che è meglio fuggire ed evitarli. Abbiamo provato ad utilizzare lo scudo per parare ma la torcia si è spenta e siamo scappati al buio, un momento agghiacciante.  Dopo avere evitato tre micidiali fantasmi rossastri (tentare di eliminarli senza allenamento è pura follia), giungiamo in quello che sembra essere un corridoio tranquillo. Ma un negromante anima delle statue e ce le scaglia contro. Bisogna cercare di uccidere il mago. Alla fine ecco un boss! Un cavaliere dalla superficie riflettente come quella di uno specchio. Ci ha eliminato dieci volte di fila e non siamo riusciti neanche a scalfirlo. Ci incontreremo di nuovo per la resa dei conti quando uscirà il gioco.

Epica fantasy - Gli ambienti di Dark Souls II, nella loro orrenda e un po’ putrida bellezza fantasy, sono ricchi di dettagli e molto vasti. Come nel capitolo precedente comunicano un senso di sconsolata solitudine, insieme alla sensazione di stare vivendo un’epica avventura. Il mondo di gioco, secondo gli autori, sarà molto più grande e vario del già gigantesco primo episodio.
Dark Souls II ci ha confermato di non essere un seguito “senza anima”, ma un videogame che conserva tutte le qualità del prequel amplificandole a dismisura. Un’epopea spaventosa e angosciante in grado di atterrire chi la intraprende, ma anche di offrirgli delle esaltanti sensazioni di trionfo.