di Federico Ercole

I mondi fantasy non bastano mai. Per quanto siano vasti, magnifici e ricchi di storie e dettagli il pubblico ne richiede sempre di nuovi, mai stanco di viaggiare con l’immaginazione in universi fantastici vicini o lontani. Tra i più interessanti esempi di fantasy del ventunesimo secolo ci sono molti videogiochi sia giapponesi che occidentali  e tra questi, nella sua miscela tra classicismo e innovazione, c’è Dragon Age di BioWare, maestri del gioco di ruolo d’azione che hanno sviluppato capolavori come Jade Empire e Mass Effect.
In Dragon Age Origins e nel suo meno riuscito seguito abbiamo a che fare con i personaggi e il bestiario di un fantasy delle origini come Elfi, nani e draghi. Tuttavia la scrittura degli autori di BioWare trasforma quella che potrebbe essere una storia trita in qualcosa di moderno e rivoluzionario, grazie a contenuti complessi che non escludono riflessioni politiche, filosofiche e sociali.
Da qualche tempo è stato rivelato il terzo episodio di Dragon Age, intitolato Inquisition, che uscirà attorno alla fine del 2014 per XBox One e Playstation 4 ma anche per le “vecchie” Playstation 3, XBox 360 e PC, distribuito da Electronic Arts.

Trailer



A differenza dei precedenti episodi, Dragon Age Inquisition è stato in parte influenzato dalla struttura aperta di giochi di ruolo come The Elder Scrolls V Skyrim. Il mondo di gioco sarà molto più vasto di quello degli episodi precedenti e differenziato negli ambienti geografici con zone desertiche, montane e paludose. L’ampiezza di ogni scenario consentirà al giocatore di esplorarli liberamente in lungo e in largo per vivere un’avventura soggettiva, un’esperienza che è già molto personale per la possibilità di interazione e di decisione in grado di modificare la trama e il finale del gioco.

L’intreccio di Dragon Age Inquisition ruota attorno allo scatenarsi catastrofico di un male improvviso e misterioso che si abbatte nella terra di Thedas: i maghi sono in guerra con i templari in un conflitto sanguinario che porta guerra e distruzione, i draghi tornano a sorgere dagli abissi di fuoco e il dissidio è ovunque. Il personaggio principale è un inquisitore che, accompagnato dalla banda di eroi che incontrerà durante le sue peripezie, dovrà tentare di ristabilire l’ordine. Le azioni del giocatore e il suo comportamento cambieranno la storia e l’aspetto del mondo in maniera significativa.
Malgrado le sue ultime opere siano state discusse, in parte ingiustamente, come ad esempio il terzo episodio di Mass Effect, BioWare ha un talento unico nel creare mondi plausibili e indimenticabili e nel dare la sensazione al giocatore di viverci dentro. Dopo gli esiti non troppo brillanti del frettoloso Dragon Age 2, Inquisition potrebbe ripristinare quel senso di grandezza e avventura che i giocatori hanno così amato nel primo episodio.