di Federico Ercole

E’ orrendo e spaventoso, eppure bellissimo l’Alien che è diventato una stella del fanta-horror dopo il capolavoro del 1979 di Ridley Scott. D’altronde l’ha inventato un artista, l’eclettico e macabro HR Giger, autore di quadri e sculture dove orrore e bellezza convivono. Dopo diversi lungometraggi e numerosi videogame dal valore altalenante, come l’ultimo e deludente Aliens Colonial Marines, Sega ha annunciato un nuovo gioco dedicato a questa creatura xenomorfa e al suo universo fantascientifico: Alien Isolation, che uscirà alla fine del 2014 per Playstation 3 e 4, XBox 360 e One e per PC. Ma non aspettatevi l’ennesimo sparatutto dove si massacrano così tanti alieni fino a quando non fanno più paura, perché Isolation potrebbe ripristinare il senso di suspense e di terrore del primo film, trattandosi di un survival horror in prima persona dove la minaccia è rappresentata dalla presenza di un unico Alien.

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Alien Isolation è sviluppato dai Creative Assembly, maestri inglesi dei giochi strategici responsabili della serie Total War, che qui cambiano completamente, e coraggiosamente, genere. Il gioco è ambientato quindici anni dopo gli eventi narrati in Alien e la protagonista è Amanda Ripley, ovvero la figlia del personaggio interpretato da Sigourney Weaver. In cerca della madre, che secondo la cronologia filmica sta ancora vagando nello spazio in ibernazione criogenica, Amanda cercherà di risolvere il mistero della scomparsa del genitore e della distruzione dell’astronave Nostromo. Giungerà in una sinistra base spaziale la cui popolazione in panico sta fronteggiando la minaccia di un Alien che ne ha infestato gli oscuri corridoi. Senza armi distruttive e con pochissime risorse, Amanda dovrà sopravvivere.

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Amico fondamentale in questa galleria dello spavento è lo scanner: lo strumento in grado di captare segnali di vita e movimenti diventato celebre nei lungometraggi e in grado di segnalarci la presenza dell’alieno. Sentire i suoi pigolii intensificarsi e vedere la pallina rossa che ci comunica che il mostro è a pochi passi da noi, anche se non lo riusciamo ancora a vedere, potrebbe causare genuini brividi di terrore.
Il progetto di Creative Assembly appare davvero suggestivo e se gli autori riusciranno a mantenere le loro promesse potremmo trovarci “dentro” un incubo spaventoso quanto esaltante, in grado di farci strillare di spavento nei nostri salotti, con il rischio di preoccupare i familiari o i vicini di casa con delle urla che solo nello spazio non si possono sentire.