È un po' come con i bambini: incredibile pensare a quanto tempo sia passato e a quanto siano cresciuti. In effetti, di strada in questi primi dieci anni di vita Facebook ne ha fatta parecchia, diventando il social network per eccellenza. La storia dei suoi primi passi, e soprattutto di quelli di suo papà Mark Zuckerberg, ce li racconta per filo e per segno The Social Network, film di David Fincher in onda martedì 4 febbraio su Sky Cinema 1 HD. Ecco invece una serie di aneddoti curiosi sulla Grande F.

Nel blu
- Mark Zuckerberg ha raccontato che il logo di Facebook è blu perché lui è daltonico e fa fatica a distinguere il verde dal rosso.

Meglio con o senza articolo? - Inizialmente, Facebook si chiamava The Facebook. Poi Zuckerberg ha pensato di togliere l'articolo per rendere il nome più immediato.

Questione di immagine- Inizialmente Zuckerberg non voleva permettere la condivisione di foto su Facebook, ma il fondatore di Napster Sean Parker lo ha convinto a cambiare idea. Per fortuna, perché le immagini hanno fatto la fortuna della Grande F!

Sliding Doors - Zuckerberg aveva ricevuto proposte di lavoro da Microsoft e AOL già alle superiori, perché le due aziende erano rimaste colpite da un programma che il ragazzo aveva sviluppato in proprio. Magari, se avesse accettato, oggi Facebook non esisterebbe nemmeno...

Cabala - Aggiungendo 4 alla URL di Facebook e facendola diventare https://www.facebook.com/4 compare in automatico il profilo FB di Zuckerberg.

Amore e odio - Facebook può farti trovare l'amore, ma anche fartelo perdere: uno studio del 2011 sostiene che il social network compare come motivazione in un terzo delle cause di divorzio negli Stati Uniti.

3,74 gradi di separazione - Secondo un altro studio, gli utenti di Facebook sono separati solamente da 3,74 persone. Un notevole miglioramente rispetto ai famigerati "6 gradi di separazione".

La Repubblica di Facebook - Facebook ha fatto la Storia quando nel 2011 l'Islanda ha utilizzato il social network per riscrivere la propria Costituzione. I cittadini islandesi potevano servirsene per fare proposte e seguire il processo legislativo.

Hacker cercasi - Facebook paga chi riesce ad hackerare il suo sito. Ovviamente, però, mette dei paletti a questa pratica utile per scoprire eventuali falle nella sicurezza: niente furti di informazioni personali e 24 ore di tempo allo staff per riparare il bug prima che sia reso pubblico.

Harrr!!! - Nelle Impostazioni di Facebook, è possibile scegliere come lingua l'inglese dei pirati.