Quanto ci sarebbe voluto per condividere un selfie con gli amici negli anni '80? Circa due settimane, forse qualcosa in più: giusto il tempo per un servizio di digitalizzazione di foto chiamato Instagram di spedirci a casa un floppy disk o una cassetta magnetica con dentro le nostre immagini. E per aggiornare la propria lista di foto su Pinterest? Un paio di mesi, ovvero il ritmo di distribuzione dell'omonimo servizio che ogni 60 giorni ci avrebbe inviato via posta un Cd con bacheche da tutto il mondo, compresa la nostra. Quanto a un paio di brevi frasi (tipo “come va?”, “ci sei?”) scambiate su Skype, avrebbero richiesto - tra registrazione della voce, invio del file, scaricamento del file e ascolto - dieci minuti buoni. Sempre che la connessione via modem reggesse all'urto di un simile flusso di dati.
Insomma, tanti servizi e tecnologie che oggi ci sembrano scontati non sarebbero potuti esistere solo una trentina di anni fa. Questa banale constatazione però non impedisce al sito SquirrelMonkey di immaginare come avrebbero potute essere ai tempi di computer da 64K di RAM o del DOS come sistema operativo. E il risultato di queste operazioni di fantasia è spesso esilarante.

Instagram negli anni '80



Insta '80 - Nell'ultimo video della serie, pubblicato il 3 febbraio e visto già più di 346 mila volte, ecco dunque che Instagram, il servizio di condivisione di foto preferito dalle star di oggi, è trasportato all'epoca di Like A Virgin e degli Spandau Ballet. La scoperta, non sorprendente, di questo viaggio all'indietro nel tempo è che, di sicuro, la condivisione di un immagine non sarebbe stata così immediata. Per prima cosa avremmo dovuto scattare una foto con un macchina fotografica analogica a colori. Poi avremmo dovuto compilare un modulo – trovato comodamente dal benzinaio – in cui specificare i nostri requisiti di sistema e il tipo di filtro che avremmo desiderato per abbellire le foto. Finalmente, solo 14 giorni dopo avere spedito il documento, avremmo ricevuto a casa la cassetta o il floppy disk con le istantanee. A quel punto, con un apposito software gratuito, avremmo potuto vedere le nostre opere e poi condividerle con gli amici (banda permettendo, ovviamente). Come si dice nel video “gli album di foto sono out mentre con Instragram salvi le tue foto in un floppy disk o in una cassetta magnetica”. Anche questo è stato, o avrebbe potuto essere, il futuro. 

Vintage Wiki – Ma Instagram, come detto, non è l'unico servizio web immaginato negli anni '80 da SquirrelMonkey. Anche Wikipedia, a ben pensarci, avrebbe funzionato assai diversamente. Per esempio, per trovare le voci che ci interessano avremmo dovuto digitarle sulla linea di comando e attendere qualche secondo che si materializzassero. Ovviamente, non ci sarebbero stati termini come “Tumblr”, e pure “Paris Hilton” (nata nell'81 e diventata celebre solo con l'inizio del nuovo millennio) avrebbe restituito un risultato un po' diverso da quello atteso: l'hotel Hilton di Parigi. Più fortuna avremmo avuto con “Walkman” (un “radioregistratore portatile”) o “E.T.”, o anche con “telefono cellulare” che, ci avrebbe informato l'enciclopedia distribuita, è uno strumento “che ti fa sembrare importante”. Certo, avrebbe aggiunto, è ancora un po' costoso parlare attraverso con un telefono mobile ma niente paura: gli esperti ritengono che entro il 1990 le chiamate costeranno meno di 4 dollari al minuto.

Wikipedia negli anni '80



Anche, Skype, Spotify, Pinterest, Linkedin e pure Twitter non sopravviverebbero alla prova degli anni '80. Schiacciati dalla lentezza delle connessioni e dalla grafica spartana consentita dai software dell'epoca avrebbero presto frustrato l'interesse degli utenti. Prendiamo YouTube. Come racconta il video dedicato alla piattaforma, inizialmente lo avremmo potuto apprezzare solo parzialmente perché l'Internet di allora avrebbe consentito solo “una risoluzione così bassa che uno non riconoscerebbe neanche che cosa è visualizzato”.

YouTube negli anni '80