di Eva Perasso

Boccacce, smorfie, occhi storti e una cera che non è delle migliori: sono gli autoscatti bruttarelli, senz'altro imbarazzanti, dove invece che apparire in tutto lo splendore gli utenti Twitter e Instagram mostrano ai loro follower, spesso in modo ironico, un loro lato non proprio perfetto. Nemmeno a dirlo, all'ennesima versione dei selfie (foto di se stessi postate sui social) corrisponde anche un hashtag: #uglyselfie naturalmente, ovvero autoscatti brutti. Su Instagram vi sono già in tutto quasi 50mila immagini con questa etichetta, su Twitter i due termini vengono citati di continuo, tra foto e messaggi, mentre nascono account dedicati a raccogliere le migliori bruttezze, su Snapchat è la moda del momento, la app Selfie.Im ne raccoglie a centinaia e questo genere diventa merce da siti dedicati e raccolte.


Brutti per scherzo – La parodia da brutti (o finti tali) si aggiunge alle mille pose dei selfie che stanno costellando gli ultimi mesi tra le foto postate sui social: vi sono così tanti tag collegati a quella che è stata definita la parola del 2013 dall'Oxford Dictionary, che ormai si può snocciolare l'intero alfabeto. E la virata goliardica, verso il brutto, la smorfia e la caricatura, da un certo punto di vista solleva i critici dell'apparire di continuo e a tutti i costi sui social: si chiede il New York Times, per esempio, se non sarà forse l'inizio per gli adolescenti – i maggiori consumatori di selfie – della ricerca di nuovi modelli, meno legati agli stereotipi della bellezza perfetta? Meno pose ricercate per apparire col profilo migliore, magari col lato B in primo piano, e la ricerca della risata all'interno di un rito che pare ormai non risparmiare nessuno. Di certo, negli #uglyselfie l'obiettivo è quello di prendersi un po' meno sul serio.

Belle ragazze che fanno le smorfie - Basta scorrere le immagini raccolte in un Tumblr, nato apposta per catalogare e riunire i brutti selfie più irriverenti e riusciti. Si chiama “Pretty girls making ugly faces”, belle ragazze che fanno facce brutte, e vanta una presenza online già dal 2011, in tempi non sospetti dunque, quando la moda del selfie era meno legata ai tag, e le linguacce si trovavano soprattutto su Facebook (magari con un bel piercing sulla lingua in bella vista). In questo Tumblr invece il punto è imbruttirsi, per poi paragonarsi alla versione perfetta di noi, e mettere i due scatti uno accanto all'altro. I risultati della trasformazione in Ugly Betty, in effetti, in diversi casi sono davvero impressionanti. Non a caso molte immagini usano filtri appositi e app nate proprio per creare immagini distorte. Ingrandiscono, ingrassano, cospargono di doppi menti, brufoli, occhi storti, fronti esageratamente alte e così via i visi angelici delle adolescenti e dei ragazzi davanti alla fotocamera dello smartphone.



Faccine distorte anche al Sundance – Giocare con la percezione di sé, e con le insicurezze adolescenziali della propria immagine, è anche il tema di un cortometraggio presentato nemmeno un mese fa nello Utah al Sundance Festival: si chiama “Selfies” e mostra in pochi minuti l'atteggiamento e il comportamento di 18 ragazzine alle prese con gli autoscatti. Obbligate però, per una volta, invece che a cercare di apparire perfette a tutti i costi, a mostrare senza filtri i loro difetti più odiati: ciccia, rughette, acne e così via.

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