di Raffaele Mastrolonardo

Dimenticate il “planking”, è scattata l'ora dello “whaling”. E se il primo, che consisteva nello sdraiarsi nei posti più impensati, era il meme dei pigri, questo richiede un po' di attività in più. Ma non tanta. Bisogna infatti accucciarsi, possibilmente nascosti alla vista, alzarsi di scatto diventando finalmente visibili, inarcare la schiena e poi lanciarsi all'indietro lasciandosi cadere (meglio se senza farsi male). In soldoni: tutto quello che si deve fare è imitare una balena (whale, in inglese) che salta fuori dall'acqua. Facile, no? A giudicare dal numero di persone che si sta cimentando nell'impresa in effetti non sembra poi così complicato: bastano un po' di voglia di divertirsi, un tocco di esibizionismo e, ovviamente, qualcuno pronto a riprendere il nostro tentativo di mimare il più grande mammifero esistente. Il resto lo fanno i meccanismi di diffusione delle tendenze sul Web.
Rispetto al “planking”, che è diventato popolare attraverso le foto su Instagram, nel caso del “whaling” c'è un pizzico di dinamismo in più. Non a caso, il nuovo meme spopola soprattutto su Vine, l'app che permette di girare micro-video da 5 secondi. Risultato: negozi, pub, ascensori, studi televisivi e, perché no, pure piscine diventano scenari ideali per chi vuole “balenizzarsi”.



Bagni e bar - Scordatevi dunque persone immobili distese sui banchi di un'aula scolastica, in equilibrio sul tetto di casa, ben ferme in posizione orizzontale con la testa dentro la lavatrice e i piedi appoggiati al cestino della biancheria, quando c'è di mezzo il “whwaling” a farla da padrone è il movimento, sia che si salti fuori dal bancone di un pub o dalle pareti di un bagno pubblico con carta igienica in mano.



Tutti insieme - Naturalmente – come accadeva anche nel caso del meme precedente - il risultato è più divertente se la performance avviene in compagnia e la successione delle aspiranti balene è coordinata. In fondo, non ci vuole molto: in certi casi bastano poche fila di tavoli di un pub per creare una coreografia ad hoc con tanto di effetto a cascata.



Location ad effetto – Gli scenari più comuni – tipo un supermercato – sono spesso le location ideali per il whaling: più ordinario è il luogo, maggiore la sorpresa quando fa capolino una balena. Ma se il setting è inusuale bisogna ammettere che l'effetto non ne risente. Che dire, per esempio, di uno studio televisivo in cui i conduttori improvvisamente decidono che è tempo di imitare Moby Dick? Se poi avvenisse in diretta sarebbe ancora meglio. Ma forse è chiedere troppo...



Compagni di giochi – Occhio, però, a non farsi trascinare troppo dall'entusiasmo. Nel caso del planking la ricerca dell'impresa ha comportato anche qualche rischio di troppo per gli utenti. Lasciarsi andare all'indietro, dopo tutto, può avere conseguenze dolorose se non si fa attenzione a dove e come si atterra. Dunque, perché non cadere in acqua? Il rischio di una botta alla schiena è decisamente attenuato, con l'aggiunta che l'impersonificazione del cetaceo ne guadagna in realismo. Se poi accanto alla balena spunta anche un delfino la rappresentazione si può dire perfetta...