di Federico Ercole

Solo un secolo è trascorso dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, una delle pagine di storia più sanguinarie e sofferte, un conflitto sospeso tra un modo di intendere le battaglie ancorato nel 1800 e il preludio di quella violenta modernità a base di ordigni esplosivi e chimica. Il cinema e la letteratura hanno cantato il dolore e la grandezza degli sventurati combattenti delle trincee attraverso capolavori come Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale di Remarque o Orizzonti di Gloria di Kubrick, ma i videogiochi non l’hanno mai trattata come merita. Il che, per alcuni versi, è anche meglio, perché è facile immaginare violentissimi e superficiali sparatutto in prima persona dove lo spettacolo annebbia la storia e le storie.
Ma il 24 giugno Ubisoft distribuirà un gioco per PC, Playstation e XBox che già adesso appare sorprendente  e poetico, ovvero Valiant Hearts The Great War, un’avventura in due dimensioni disegnata a mano grazie al motore grafico UbiArt Framework, lo stesso di opere d’arte della visione come Rayman Legends e Child of Light. Forse anche l’arte giovane e talvolta immatura dei videogame avrà quindi il suo “Addio alle Armi”.

Trailer



E’ un fatto positivo che tra colossal come Assassin’s Creed e Watch Dogs, Ubisoft pubblichi anche piccoli ma grandi giochi come questo o l’appena uscito e imperdibile Child of Light.
Valiant Hearts The Great War è ispirato dalle lettere scritte dai soldati che hanno combattuto durante la Grande Guerra e racconta soprattutto di una struggente storia d’amore vissuta tra bombardamenti e trincee. Attraverso storie di amicizia, fratellanza e eroismo alcuni personaggi cercheranno di riunire un uomo e una donna il cui idillio è stato infranto dalla guerra.

Nel gioco controlleremo, in diversi episodi che miscelano gli elementi enigmistici dei “puzzle game” con situazioni avventurose più classiche, alcuni personaggi che dai trailer e dalle immagini si prospettano carismatici e rappresentati con profondità. C’è il prigioniero di guerra Emile che si aggira con il suo mestolo e si occupa di cucina; l’infermiera belga Anna che viaggia da Parigi per soccorrere le vittime del campo di battaglia; Freddy, nato in Louisiana e di origine creola che combatte come volontario; l’aviatore inglese George; il soldato Karl e infine il doberman Walt, un astuto, sensibile e coraggioso cane da soccorso.
Sono videogame come questo che durante l’inizio piatto di una nuova generazione di console avara di titoli, a ribadire ancora una volta la grandezza e la dignità artistica del medium videoludico.