di Federico Ercole

GT Academy è qualcosa di più di un semplice talent show: è una fabbrica che trasforma i sogni in realtà e può cambiare la vita per sempre ai giovani che vi partecipano. E’ una scuola di vita, soprattutto. Si tratta di un’idea a cui collaborano Sony e Nissan, voluta e ideata dal geniale Kazunori Yamauchi di Gran Turismo e da Darren Cox, direttore della sezione Motorsport di Nissan, che vuole rivoluzionare e democratizzare i meccanismi che portano i corridori a partecipare ai grandi tornei automobilistici, che solitamente richiedono enormi investimenti economici.

Tutto comincia dal virtuale: tramite una serie di sfide, vengono selezionati i migliori giocatori online di Gran Turismo. Per ogni nazione ne vengono scelti sei per partecipare al Race Camp di Silvertone, il leggendario circuito inglese, dove vengono addestrati e allenati per correre su bolidi della Nissan, come la 370-Z, opera d’arte della velocità e dell’ingegneria. Attraverso diverse prove su circuito che determinano l’abilità fisica e mentale del pilota ne viene selezionato uno per nazione che gareggerà con i più forti degli altri paesi. Tra gli italiani è stato scelto Riccardo Massa, un ragazzo di 21 anni nato Monte San Pietrangeli.


Race Camp
- Muovendosi tra i rombi di motore, musicali più che assordanti, che si ascoltano tra gli edifici, gli spalti e le strade del circuito si incontrano indimenticabili leggende della Formula Uno che sono qui in veste di istruttori e consulenti: c’è il francese René Arnoux, protagonista di momenti epici alla fine degli anni ’70 e vincitore di sette Gran Premi; o Johnny Herbert campione per tre volte. Non poteva mancare, in giro per il Camp, Kazunori Yamauchi. Ma sono i ragazzi i personaggi principali, con gli occhi che guardano lontano senza smarrirsi in un sogno, perché proprio in quei momenti lo stanno afferrando.

Video vincitore



La finale
- Si respirava una tensione controllata, ma palpabile, prima della finale, che è stata ritardata da alcuni problemi meccanici a due vetture, che hanno prolugnato l’attesa e modificato l’assetto di partenza, mentre soffiava un vento che sembrava rivaleggiare con la velocità dei bolidi sull’asfalto. Alla fine sono stati in cinque a partire: il portoghese Rodrigues, l’italiano Massa, il russo Lebedev, il polacco Franczack, il francese Paletou e il belga Wauters. Il sogno italiano si è però schiantato dopo la prima curva: la ruota anteriore della Nissan di Massa è volata lontano dall’auto ferita dall’impatto. Nel tentativo di superare gli altri alla partenza, Rodrigues ha causato un impatto che ha determinato la sconfitta immediata dell’Italia e la disfatta del Belgio, i cui due piloti erano considerati i più promettenti. Alla fine ha vinto la Francia e Paletou, commosso e esaltato, ha ritirato il premio sapendo che per i prossimi mesi sarà addestrato per partecipare alla 24 ore di Dubai. Per gli altri lacrime e ricordi, con la speranza di potere continuare a correre dopo quella grandiosa esperienza.