di Federico Ercole

Ci sono ancora tracce di verde nella Terra di Mordor, il deserto intossicato sta rinascendo dopo che sono trascorsi secoli dalla scomparsa di Sauron. Ma questo presagio di natura che risorge è destinato a durare poco, perché l’Oscuro Signore è risorto nei lontani boschi nel nord della Terra di Mezzo ed è ritornato nelle sue antiche lande accompagnato da nuovi eserciti. La storia de Lo Hobbit si è appena conclusa e quella de Il Signore degli Anelli si appresta ad incominciare. A colmare questo vuoto narrativo tra i due film e tra i romanzi, sebbene Tolkien nelle sue lunghe appendici abbia spesso fatto riferimento a questi anni, ci penserà un videogioco, ovvero Shadow of Mordor, che arriverà nei negozi il 7 di ottobre per PS3, PS4, XBox 360, XBox One e PC. In esso si narreranno le vicende tragiche e violente di Talion, un ranger di Gondor che viene massacrato insieme alla sua famiglia ma che risorge con i poteri micidiali di uno spettro, per vendicarsi. Una storia inedita che può destare qualche dubbio nei fan di Tolkien ma che è stata scritta con rigore e passione per l’opera dello scrittore e con il supporto del cast tecnico e artistico della trilogia di Jackson. Inoltre la sceneggiatura è di Christian Cantamessa, scrittore di un capolavoro come il western di Rockstar, Red Dead Redemption, e la sua firma dovrebbe essere una garanzia. Una cosa è certa, abbiamo visto uno dei filmati contenuti nel gioco, in cui si assiste alla forgiatura degli Anelli nei tempi in cui Sauron appariva ancora nobile, bello e saggio, ingannando tutti. Si è trattata di una visione davvero suggestiva.

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A caccia di Sauron - Durante la Gamescom abbiamo potuto provare un lungo segmento del gioco sviluppato da Monolith e prodotto da Warner, e ci ha impressionato molto positivamente. Testiamo subito una missione secondaria che ribadisce la qualità “open world” del videogame. Andiamo quindi a caccia di un esponente di rilievo dell’esercito di Sauron e selezionando la sua posizione nel menù ci rendiamo conto di quanto siano studiati ad arte i nemici, i cui dettagli sono mostrati con una cura certosina. Ci muoviamo per terre desolate e popolate da creature più spaventose degli orchi, come i graug, che ricordano i troll anche se sembrano più brutti e non sono addomesticati dal nemico. Tramite i poteri di Talion ne possediamo uno e lo cavalchiamo, facendo una strage di orchi. Dopo averlo lasciato ci avviciniamo alla roccaforte dell’orco, tentando di non farci notare come se fossimo un assassino di Assassin’s Creed. Non è facile infiltrarsi e con qualche virtuosismo riusciamo ad eliminare di nascosto le guardie più insidiose. Quando infine combattiamo contro l’orco comandante l’azione diventa frenetica e dopo qualche tempo questo scappa, ferito. Lo raggiungiamo e possiamo decidere se eliminarlo o asservirlo, perché ci potrebbe essere utile. Non è che un frammento di un’avventura che si prospetta lunga e coinvolgente, particolarmente cupa e violenta. Chissà forse l’epopea di Tolkien e Jackson potrebbe avere trovato il suo migliore e più originale esponente videoludico.

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