Per gli appassionati di Formula 1 si prospettano quattro giorni di fuoco. Dal 5 al 7 settembre avrà infatti luogo il tradizionale Gran Premio di Monza, come sempre uno dei più attesi della stagione. E l'8 settembre sarà la volta di una prima tv prestigiosa, con la messa in onda su Sky Cinema 1 HD alle 21.10 di Rush, film di Ron Howard incentrato sulla storica rivalità di due grandi piloti di F1, ovvero Niki Lauda e James Hunt.

Certo, le emozioni di una gara di Formula 1 sono difficili da riprodurre. Ma Rush è uno dei pochissimi film che è riuscito nell'intento. Negli anni ci hanno provato anche i videogiochi, con esiti ovviamente altalenanti, anche a seconda della tecnologia chiamata in causa. Ecco alcuni dei tentativi più celebri.

In principio era il pixel. E ovviamente il concetto di realismo nei videogiochi era qualcosa di piuttosto fumoso. Ma già agli inizi degli anni '80 vari titoli si erano cimentati nel restituire qualcosa delle sensazioni travolgenti che si provano a bordo di un'auto da corsa. Un passaggio fondamentale avviene con la transizione dalla grafica 2D dall'alto di giochi come Monaco GP o Grand Prix, a quella "3D" da dietro di classici come Pole Position, arcade del 1982.

Passa un anno ed è la volta di Pitstop, seguito subito dopo dall'ancora più riuscito Pitstop II. Con quei bolidi un po' schiacciati che assomigliavano a frittelle su ruote e con un tempo di risposta non proprio da Gran Premio, oggi quei giochi ci sembrano quanto mai antiquati. Ma questa serie era in realtà avantissimo per i tempi, con lo split-screen simultaneo a permettere di giocare in due e caratteristiche interessanti come la possibilità di fermarsi a fare pit stop per rifornirsi di benzina e cambiare le gomme (da cui il titolo del gioco).

Da lì, l'evoluzione del genere è piuttosto rapida e si fiondano in pista anche i titoli manageriali, come ad esempio Grand Prix Manager del 1984 e Formula One del 1985, in cui il giocatore si trova a vestire i panni del manager - per l'appunto - di un team di F1.

Una tappa fondamentale dei cambiamenti in corso arriva con Formula One Grand Prix (ebbene sì, i titoli si assomigliano un po' tutti...). Questo gioco del 1992 portava direttamente il giocatore al posto di guida, dato che la visuale era quella del pilota dell'auto da corsa. Cambi di marcia, possibilità di settare la macchina e bandiere in caso di incidenti aggiungevano un bel tocco di realismo. In più la stagione di F1 si svolgeva con tutti i crismi, con tanto di prove libere e qualificazioni nei due giorni antecedenti la gara. Insomma, comincia a diventare plausibile la definizione di "simulatore di F1".

Nel 1998 l'onnipresente (almeno per quel che riguarda i titoli sportivi) Electronic Arts decide di entrare in competizione con Formula One 98. E anche negli anni successivi presidierà il mercato con F1 2000, 2001 e 2002. E in seguito sarà la Sony con Formula One 2003 e i suoi sequel a cercare di rilanciare il genere.

In anni recenti, a raccogliere il testimone è stata la software house britannica Codemaster, con i vari episodi della serie F1 (già, siamo sempre lì). Ultimo in ordine cronologico sarà F1 2015 - anche se il titolo non è ancora ufficiale - che dovrebbe inaugurare una nuova generazione di titoli dedicati alla Formula 1, ovviamente su console next gen Playstation 4 e Xbox One.