di Federico Ercole

Con la sua miscela di elementi cavallereschi, vittoriani, steampunk e horror la trama di The Order 1886, che arriverà in esclusiva su Playstation 4 il 20 febbraio del 2015, potrebbe senza dubbio essere la più affascinante e originale della nuova generazione di videogiochi. Storia di un antico ordine di cavalieri che grazie all’alchimia e alla tecnologia lotta contro un’ancestrale stirpe di mostruosi mutanti che assumono le forme di bestie, The Order 1886 (qui il sito ufficiale) è un gioco d’avventura in terza persona con una forte componente narrativa che vedere in azione sulla console di Sony è stupefacente per la ricchezza di dettagli, il verismo fantastico e l’atmosfere di una Londra in cui convivono misteri, meraviglie e orrori.

Durante la recente Gamescom abbiamo incontrato a Colonia Ru Weerasuriya, direttore creativo del gioco e cofondatore di Ready at Dawn, già responsabile dei due bellissimi God of War Chain of Olympus e Ghost of Sparta. Gli abbiamo posto qualche domanda.

Trailer Gamescom

Ci può raccontare quando e come è nata l’idea di miscelare le tematiche cavalleresche di origine arturiana con lo steampunk?
E’ un’idea nata molto tempo fa, tanto che me la immaginai già da ragazzo. Poi attorno al 2005 ho scritto un breve racconto per rendere coerente e realistico questo universo così apparentemente pieno di contrasti. Stavamo sviluppando God of War Chain of Olympus, all’epoca. Al team con cui lavoro è piaciuto da subito, quindi si può dire che è il lavoro di una vita, non solo la mia ma quella di Ready at Dawn.

Perché avete scelto Londra come scenario?

Penso che Londra, nel 1800, sia stato il posto più interessante del mondo. Sia per le innovazioni tecnologiche dovute alla rivoluzione industriale, sia per la cultura e la politica. L’Inghilterra aveva colonie in tutto il pianeta e Londra era davvero un centro verso cui tutto convergeva. E’ stato magnifico ambientare una storia in un posto così ricco di suggestioni.

Ci può dire qualcosa sugli “half-breed”, i nemici del gioco, creature bestiali di cui fino ad ora abbiamo visto solo una specie di lupo mannaro?
Gli “half-breed” sono semi-umani. Persone che sono mutate geneticamente attraverso i millenni, assumendo tratti animaleschi. Per ora abbiamo mostrato solo il Licantropo e non posso aggiungere molto altro. Ma gli “half-breed” sono più di questo, si sono evoluti in molti modi diversi.

Ci sono libri e film che vi hanno ispirato?

Ovviamente i cicli cavallereschi come La Mort d’Arthur di Thomas Malory, anche film come Excalibur di John Boorman e Elephant Man di David Lynch, la cui Londra in bianco e nero ci ha suggestionato, così come il suo protagonista deforme. Tuttavia per Londra ci siamo basati soprattutto sui romanzi di Charles Dickens.

Abbiamo visto molti ambienti chiusi nel gioco, ci saranno anche ambienti più aperti?

L’alternarsi tra l’esplorazione di ambienti claustrofobici e di zone vaste della metropoli sarà molto bilanciato.

Correremo il rischio di restare senza proiettili o sarà come essere in uno sparatutto con munizioni infinite?

Ci sono molti momenti in cui dovremo amministrare le nostre risorse in modo parsimonioso. Non vogliamo rendere il gioco impossibile per il giocatore, ma neanche che spari senza raziocinio. Non si tratta di un gioco di “sopravvivenza” come The Last of Us, ma vogliamo che il giocatore si immedesimi davvero in Ser Galahad e possa sperimentare tutte le difficoltà verso cui andrà incontro.