di Federico Ercole

Quello che ha distinto l’avventuroso, violento ed esotico Far Cry 3 dai tanti sparatutto in circolazione è stata la sua ambientazione: una grande isola tropicale dall’habitat e dai panorami sempre impressionanti, che si possono percorrere con la libertà classica dei videogiochi in stile open-world.
Se la maggior parte di giochi del genere sono ambientati in distopici futuri, in galassie lontane e in scenari bellici, Far Cry 3 poneva l’accento su una natura bella quanto spietata e non solo sull’essere umano, ma sugli animali selvaggi che la abitano. Il 18 novembre arriverà per PS3, PS4, XBox 360, XBox One e PC il nuovo episodio di questa serie. E lo scenario in cui è ambientato è affascinante quanto quello del predecessore, se non ancora di più: le vette dell’Himalaya e le sue ampie valli che si aprono su abissi vertiginosi. Un’ambientazione originale quella montana, perché sono rarissimi i videogame che si svolgono tra i monti tra cui si erge l’altissimo Everest.

Trailer



La trama del gioco di Ubisoft racconta di un americano di origini nepalesi chiamato Ajay Ghale che si reca nella sua terra d’origine per eseguire l’ultimo desiderio della madre, quello che le sue ceneri siano sparse nel suo paese natale. Ma qui, inevitabilmente, inizia il delirio: il sedicente, folle e cattivissimo Pagan Min sta tiranneggiando il popolo della regione della fittizia Kyrat e Ajay viene coinvolto in una sanguinaria guerra civile. I presupposti per eliminare con ogni tipo di arma perfidi e sadici guerriglieri senza troppi sensi di colpa ci sono tutti. Ma non si tratta solo di uccidere, perché esplorare una zona così vasta e suggestiva sarà l’esperienza centrale del gioco. I panorami visti nelle immagini e nei trailer sono davvero mozzafiato e l’orizzonte nasconde sorprese e pericoli.

Non visiteremo solo il Kyrat in Far Cry 4, perché nascosta tra i ghiacciai e le zone ai confini della realtà del mito c’è la leggendaria Shangri-La. Potremo entrare trovando alcuni dipinti incantati dispersi per il Kyrat e ciò che meraviglia è la sua differenza cromatica dalla zona principale del gioco. Tutto è dipinto di colori forti, accesi come il rosso e il giallo e le architetture sono assolutamente fantasy, in contrasto con il realismo che contraddistingue la rappresentazione dell’Himalaya. Quando Ajay entra a Shangri-La diventa il guerriero ancestrale Kalinag, che dovrà combattere contro forze demoniache aiutato dalla sua fedele tigre magica. E’ geniale questa variazione di luoghi, registri stilistici e generi. Potrebbe contribuire a rendere Far Cry 4 una delle migliori esperienze elettroniche dei prossimi mesi.