Shinji Mikami, l’inventore di Resident Evil, non lavora più alla serie dal rivoluzionario quarto episodio, un capolavoro d’avventura che ha spinto tuttavia la saga verso una dimensione più orientata all’azione. Dopo avere lasciato la Capcom, Mikami ha lavorato a diversi progetti, tra cui il notevole e ipercinetico Vanquish e il pulp-horror Shadows of the Damned, diventati entrambi videogame di culto. Quando venne annunciato che l’autore giapponese stava lavorando ad un nuovo Survival Horror con cui intendeva ripristinare i fasti del genere, prodotto dell’americana Bethesda Softworks e sviluppato dalla sua nuova software house Tango Dreamworks, l’attesa degli appassionati si è fatta spasmodica così come la paura di una delusione.

The Evil Within, ovvero il Male Dentro, è da pochi giorni arrivato nei negozi per PS3, PS4, XBox 360, XBox One, PC e lo abbiamo completato nella modalità più difficile in modo da rispondere alla domanda che tormenta i fan di un genere che nell’ultima generazione è andato estinguendosi. E’ riuscito Shinji Mikami a rinnovare il miracolo d’orrore dei primi episodi di Resident Evil e a rilanciare ii Survival Horror?

Trailer



The Evil Within è un gioco d’autore, che ribadisce il genio di un game-designer che non ha mai accettato nessun compromesso dall’industria. Ed è anche un “amorevole” omaggio alla propria opera e al genere dei Survival Horror giapponesi in generale, perché non solo si trovano tracce dei Resident Evil delle origini, ma anche di Silent Hill, l’horror psicologico e allucinante di Konami. La storia del detective Castellanos è contorta e squisitamente delirante. Iniziamo in un ospedale psichiatrico dove è stata commessa una strage che scatena un’immane catastrofe per continuare attraverso un mondo davvero ostile, sospeso tra realtà e follia. Gli scenari sono sempre stupefacenti e vari, così pieni di dettagli orripilanti, spaventosi effetti sonori e di illuminazione che attraversarli causa ansia e suspense. Tuttavia sono anche straordinari e disegnati con arte, così come le creature inquietanti e mostruose che li popolano.

The Evil Within è lungo, appassionante e molto difficile. Vi capiterà di morire spesso se non lo affrontate con pazienza, lentezza, sangue freddo e strategia. Le risorse e le munizioni sono scarse e sprecarle è quindi gravissimo. L’intelligenza artificiale dei nemici è implacabile e non esitano a spacciarvi in pochi colpi, anche solo uno. Fuggire e nascondersi, per prendere alle spalle il nemico sono azioni fondamentali se si vuole sopravvivere a questo incubo malevolo programmato con sadica perizia.

Grande mese, per gli amanti dell’horror. Dopo Alien Isolation, ecco un altro capolavoro che non vi farà urlare sulla sedia ma che vi trasmetterà un profondo senso di disagio e di timore per la sua cattiveria. Una macabra poesia dell’orrore che vi sfiderà con la sua malvagità ad essere “letta” fino in fondo.