Un viaggio nel tempo. Dal 2015 al 2034. Alla scoperta di chi saremo, cosa saremo e, soprattutto, che aspetto fisico avremo. E’ l’esperienza che permette di vivere Future Self, un’applicazione web che sfrutta le tecnologie più avanzate nel campo della motion-capture (quella utilizzata anche per i videogiochi), il riconoscimento vocale e il rendering 3D, per creare una simulazione piuttosto realistica di come saremo nel 2034.

Basta posizionarsi davanti allo schermo, attivare videocamera e microfono e, nel giro di pochi secondi, il nostro “future self” ci apparirà sullo schermo. Non si tratta di una semplice immagine statica, ma di un vero e proprio rendering in 3D: si muove e, soprattutto, ci parla anche (in inglese o francese). Possiamo così chiedere le domande che più ci incuriosiscono sui nostri prossimi 20 anni: cosa faremo, con chi vivremo o, anche, spostare l’attenzione su problemi più globali, come il surriscaldamento globale o la guerra nel mondo.

Orange: Futureself Casestudy from Jam3 on Vimeo.



Il sito è stato sponsorizzato da Orange, colosso delle telecomunicazioni francese, per festeggiare i 20 anni dalla nascita cercando di guardare al futuro e non al passato. E, in effetti, come spiega uno degli ideatori dell’applicazione, “si tratta di un progetto che già guarda oltre il presente. In sostanza stiamo proponendo il rendering in tempo reale, a differenza di quello che succede nei videogame”.



Ecco come il software analizza il nostro volto, chiedendoci anche di confermare l’allineamento dei tratti.




Dopo aver visto il nostro futuro io tra vent’anni, si può decidere di parlargli in videoconferenza, con tanto di riconoscimento e trascrizione vocale. Una funzionalità che può sembrare inquietante (e forse ricorda tanto gli scenari fantascientifici della serie Black Mirror), ma che può rivelarsi anche molto divertente se la si sa prendere con lo spirito giusto.