Malgrado l’Italia videoludica si stia destando grazie al lavoro di talentuosi sviluppatori indipendenti, basta pensare ai recenti Murasaki Baby e Futuridium, non esiste nel nostro Paese una vera industria del videogame in grado di sviluppare opere di grande impegno produttivo. L'eccezione che conferma la regola è Milestone, la software house milanese responsabile di titoli notevoli come WRC World Rally Championship e Moto Gp.

Fondata, dapprima con il nome di Graffiti, dal pioneristico Antonio Farina, Milestone raccoglie una squadra di oltre cento persone da considerare eccellente nella creazione di giochi dedicati ai motori. Il prossimo e ambizioso progetto della ditta è Ride, opera elettronica dedicata agli appassionati delle due ruote che appare come una rivoluzionaria versione motociclistica di Granturismo, il capolavoro per Playstation di Kazunori Yamauchi. Ride è in via di sviluppo, in una fase finale, per Playstation 3 e 4, XBox 360 e One e per PC e si prospetta come una simulazione precisa, “videogiocosa” e appassionante delle corse competitive, e non, su bolidi avveniristici e di prestigio provenienti delle più grandi etichette della motocicletta. Arriverà sul meracatoil 20 marzo.



Attraverso le strade di quindici differenti ambientazioni, tra cui il circuito di Imola, il passo dello Stelvio e la Sierra Nevada, cavalcheremo moto per tutto il mondo. Si tratta dei capolavori motoristici di Ducati, KTM, Yamaha, Kawasaki, Aprilia e tanti altri modelli dei più noti produttori. Potremo lavorare sulla nostra super motocicletta agendo sulle componenti e sul motore, tanto che non dovremo essere solo ottimi corridori ma ingegneri e meccanici virtuali.



Ride contempla anche una modalità competitiva tra più giocatori, potremo infatti gareggiare in “split screen” con un amico e competere online con altre 11 persone. Guardando le immagini e vivendo lo splendore ipercinetico dei trailer, si realizzano la professionalità e la cura per i dettagli con cui questo videogame è stato realizzato, ma soprattutto l’amore per le moto da corsa che rischia di contagiare anche chi non ha mai cavalcato uno di questi mostri rombanti e ha sempre voluto farlo. Dopo tutto, chi non vorrebbe provare l’ebbrezza di sfrecciare, almeno virtualmente, gareggiando contro il vento in groppa ad un cavallo d’acciaio?