Ci sono tutti, o quasi. C'è il dispettoso Charlie che morde il dito del fratellino, una delle prime star virali che fa la parodia di tutti i balli (anche quello del “Qua Qua”), l'uomo estasiato di fronte al doppio arcobaleno, il neonato dalla risata contagiosa. Ma ci sono anche i giocatori della Germania che alzano la Coppa del Mondo 2014, Obama che pronuncia il suo discorso di insediamento nel 2008 e, più recentemente, fenomeni globali come la Ice Bucket Challenge e il video più visto di sempre, Gnamgnam Style del rapper coreano PSY accanto all'esplosione alla maratona di Boston. In tutto 198 clip che hanno fatto la storia di YouTube racchiuse in soli 3 minuti e 30. A metterle insieme, corredandole di musica, ci ha pensato Luc Bergeron, di mestiere regista e montatore, che in occasione del decimo compleanno della piattaforma ha pensato di realizzare il proprio personale tributo al sito che in una sola decade ha cambiato il panorama dei media diventando strumento pressoché universale di intrattenimento e informazione. Il risultato è una sorta di blob al quadrato in cui scorrono, uno dopo l'altro, alcuni dei fotogrammi che più hanno segnato l'immaginario visivo della Rete dal 2005 a oggi.

Il tributo per il decimo anniversario di YouTube



In principio fu lo zoo - Si comincia, naturalmente dall'inizio, ovvero dal video caricato il 23 aprile del 2005 da uno di cofondatori di YouTube Jawed Karim durante una visita allo zoo. Se oggi conta oltre 18 milioni di visualizzazioni non è perché sia particolarmente interessante o divertente ma perché fu, appunto, il primo. La ricostruzione di Bergeron parte da lì ma non segue un ordine cronologico rimanendo fedele allo spirito della piattaforma dove nuovo e vecchio si mescolano e il tempo, gli argomenti e i generi si confondono. E così nell'antologia trovano spazio produzioni che hanno richiesto un certo budget come First Kiss, che vede una serie di sconosciuti baciarsi (recentemente ne è stata fatta anche una parodia) e la molto più amatoriale sequenza che mette in scena un travolgente ingresso in chiesa durante un matrimonio: è stata vista oltre 83 milioni di volte e, a suo modo, ha fatto scuola. Una accanto all'altra sfilano la cantante Susan Boyle, divenuta star virale e globale dopo una sua performance in un talent show britannico, e Rebecca Black che con la per la sua Friday è diventata oggetto di ironie senza fine (a consolarla ci hanno pensato però oltre 70 milioni di visualizzazioni della sua performance).

Susan Boyle




Attentati e discorsi - Come nella natura di YouTube, accanto alle canzoni più o meno leggere trovano spazio le immagini drammatiche degli attentati alla maratona di Boston o quelle dello tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011. O ancora il recente video che documenta come camminare per New York possa non essere un'esperienza facile per una ragazza. Visualizzata quasi 40 milioni di volte, la clip ha ispirato una serie di progetti simili. Saltando dal drammatico al celebrativo ecco un paio di fotogrammi del discorso del primo presidente nero della storia degli Stati Uniti intervallati dal monologo di Bruno Ganz nel film dedicato a Adolf Hitler. Una performance drammatica che la cultura digitale ha trasformato in un gioco facendola diventare la base per innumerevoli reinterpretazione in chiave ironica in cui i sottotitoli svelano il fuhrer arrabbiato per motivi che vanno dal calcio all'arrivo di Chuck Norris. Ma non sono solo i discorsi Hitler ad essere stati resi celebri da YouTube. Anche quello pronunciato da Steve Jobs a Stanford nel 2005, in cui è contenuto il celebre passaggio “siate folli, siate affamati”, è entrato nell'immaginario contemporaneo e dunque nell'antologia realizzata da Bergeron. A pochi secondi di distanza c'è una trovata “folle” come quella di organizzare una danza collettiva all'aperto sulle note di Thriller di Michael Jackson. E, ovviamente, ci sono gli animali. Cani e gattini, soprattutto, ma anche leoni, bufali e coccodrilli come quelli che finiscono per combattere per la vita in mezzo a ripetuti colpi di scena in un parco naturale sudafricano dando luogo ad un'epica battaglia a lieto fine. Anche questa, dopo tutto, è la “storia” di YouTube.

La battaglia del Kruger