The Order 1886, l’ultima esclusiva per Playstation 4 sviluppata da Ready at Dawn, ha fatto discutere pubblico e critica. Troppo forse, tanto che attacchi e difese sul videogioco in questione, molte a priori, sono sconfinate nel nebbioso reame della noia e soprattutto hanno contribuito a celare il suo valore effettivo così come i suoi difetti. Straordinaria visivamente e con una narrazione che miscela ricordi dickensiani della Londra vittoriana, la saga di Re Artù, l’horror gotico e lo steam punk, l’opera di Ready at Dawn è stata accusata di essere iperbolicamente breve e penalizzata da troppi momenti dove si guarda e basta. Tuttavia è un’esperienza notevole che va giocata con lentezza, imperfetta e bella come un’orchidea dal petalo spezzato. The Order 1886 infatti non è per tutti, almeno non per chi in un videogioco vuole solo sparare o saltare. Si tratta di un lavoro disperso nelle lande sperimentali dei confini tra i media, ma non è certamente la prima volta che cinema e videogioco si confondono.

Trailer The Order 1886




Dragon’s Lair - Chi è cresciuto nelle sale giochi degli anni '80 del secolo scorso non si dimenticherà di questo arcade uscito nel 1983. La sua grafica, grazie al laser disc che lo supportava, sembrò strabiliante rispetto a quella dei pochi pixel con cui erano fatti gli altri giochi e Dragon’s Lair apparve proprio con un cartone animato. Ma tanta bellezza andò a scapito della giocabilità e sebbene si debbano premere i tasti al momento giusto, cosa assai difficile, il giocatore si trova ad essere quasi solo uno spettatore insoddisfatto che precipita senza rendersene conto in continui Game Over. Comunque un classico dal fascino unico, oggi giocabile anche sugli smart-phone.

Film dentro il videogioco - I filmati non-interattivi hanno una presenza fondamentale in molti videogiochi che possiedono un grande valore ludico. Basta pensare a Final Fantasy ma soprattutto alla saga di Metal Gear Solid in cui l’azione talvolta si interrompe per decine di minuti. Eppure gli intermezzi di Hideo Kojima sono perle di cinema e narrazione che non guardare per fretta pregiudicherebbe l’intera esperienza videogiocosa. Curioso ibrido tra cinema e videogioco è anche Stranglehold di John Woo, seguito virtuale di un suo film intitolato Hard Boiled; qui anche nel vortice dell’azione sembra di vedere un lungometraggio del grande regista di Hong Kong, attraverso i suoi occhi.

David Cage - Tra tutti gli autori di videogiochi Cage, con i suoi Quantic Dream, è quello che più ha cercato di mimetizzare l’azione ludica in una fluidità narrativa che imita quella del cinema. E ci è riuscito, soprattutto nei suoi due ultimi lavori, Heavy Rain e Beyond, mostrato al Festival del Cinema di Tribeca  e recitato da attori del calibro di Ellen Page e Willem Dafoe. Si possono non amare i suoi profondi “non-videogiochi” ma gli esperimenti di Cage sono fondamentali per un industria che spesso stagna nella ripetizione e nella superficialità. I Quantic Dream stanno lavorando ad una nuova e misteriosa esclusiva per Playstation 4 ed è impossibile non essere curiosi su che cosa sarà.