Sia chiaro, non è la difficoltà estrema a rendere Demon’s Souls, Dark Souls e oggi Bloodborne videogiochi di culto, capolavori senza tempo in grado di precipitare il giocatore in avventure lunghe e oscure che possono agghiacciare ed esaltare allo stesso tempo. Si tratta, invece, dell’arte visiva e della sapienza architettonica con cui sono programmati i mondi di gioco, del carisma terrificante con cui sono disegnati i nemici, della macabra poesia che emanano, della storia che resta sempre ermetica solleticando la fantasia del giocatore, dei suoni e della musica mai invadente. E di tanto altro, come sa  bene chi ha vagato in questi mondi.
C’è anche una difficoltà spietata, ma mai ingiusta, poiché tramite il dolore del Game Over possiamo migliorare e superare ogni ostacolo: ci vuole pazienza, passione e amore per sopravvivere alle invenzioni di Hidetaka Miyazaki.

Bloodborne, uscito il 25 marzo solo per Playstation 4, mantiene molti aspetti dei “Souls”, ma nello stesso tempo li varia drasticamente, presentando uno scenario gotico che va oltre l’horror per la follia e la malattia che esprime e per l’approccio più violento, urgente e meno difensivo nei combattimenti. Nonostante la lungaggine dei tempi di caricamento (che si spera sia risolvibile) abbiamo vagato per decine di ore per l’orribile città di Yharnam e i suoi dintorni. Ecco quindi qualche consiglio per non morire troppo, ricordando le parole di Friedrich Nietzsche: “Ciò che non ci uccide ci rende più forti”.



L’automa e l’abito del cacciatore di Yharnam - Quando inizierete il gioco sarete inermi, ma dopo il primo decesso vi troverete in una zona franca detta Il Sogno del Cacciatore in cui avrete la possibilità di scegliere tra tre diverse armi bianche e due da fuoco, utili soprattutto per stordire i nemici poiché i proiettili sono contati e l’efficacia parziale. Quando dopo camminerete per le strade ammorbate della città sarete terrorizzati dalle orde di nemici, inoltre non potrete ancora salire di livello.
Attirate i nemici uno a uno, magari tirandogli un sasso e immagazzinate così gli Echi di Sangue sufficienti per acquistare la prima “armatura” resistente dal venditore nel Sogno del Cacciatore. Qui noterete anche una donna automa non funzionante. Una volta equipaggiata l’armatura correte evitando i nemici fino al Grande Ponte. Qui vedrete il Chierico Bestiale. Non è importante che vi uccida, ma da questo momento l’Automa si sveglierà e potrete salire di livello.

Attacco - Non siate timidi, soprattutto se avete giocato altri Souls. Qui non c’è scudo e l’armatura è solo un abito con poca protezione. Osate e attaccate con la vostra arma preferita, sfruttando la possibilità di ognuna di queste di mutare forma. Sparate un proiettile al momento giusto, durante l’attacco dei nemici e bloccateli per pochissimo. Altrimenti fuggite, ma un approccio più aggressivo premia, anche perché può restituirci parte della vita persa subendo gli attacchi.

Esplorate! - Oltre che per godere e temere la bellezza orripilante degli scenari, esplorarli a dovere è fondamentale per sbloccare utilissime scorciatoie che vi faciliteranno la vita. Inoltre Yharnam è piena di tesori e luoghi nascosti enormi e magnifici, boss opzionali e segreti. Perderli è come godersi un gioco a metà.

Non abbiate paura
- Ma solo un po’… I mostri di Bloodborne mettono davvero soggezione e sono in grado di terrorizzare. Ma non temete, talvolta, come il gigantesco suino delle fogne e del bosco proibito, sono tutto fumo e niente arrosto. Talvolta, appunto. Molto spesso sono davvero cattivissimi, tuttavia calma e sangue freddo.

Bloodborne è un capolavoro, ma non per tutti. Non solo per il tempo e la dedizione che richiede, ma per la sua atmosfera spaventosa, eccessiva e malata, un’aura malefica e disperata che potrebbe turbare le persone più sensibili. Chi vuole vivere e morire un’epopea esaltante quanto mostruosa e non vuole essere accompagnato per mano attraverso gli scenari grazie ad una giocabilità permissiva e benevola che va tanto di moda troverà nell’ultimo lavoro di Hidetaka Miyazaki un’opera d’arte sanguinolenta, terrificante e sublime.