Se c’è una cosa che il cinema horror, o almeno un’importante filone di questo, ha saputo instillare ad arte nella mente degli spettatori è che se siete giovani, carini e in compagnia dei vostri amici è meglio evitare di trascorrere la notte in posti isolati. D’altronde basta pensare allo chalet de La Casa di Sam Raimi: una sola occhiata al suo fatiscente interno e chiunque non sia il personaggio di un film avrebbe fatto retromarcia. Oppure alla fattoria di Texas Chainsaw Massacre di Tobe Hooper, lo dice anche il titolo italiano di “Non aprire quella porta”.
Tuttavia nel buio del cinema o tranquillamente seduti sulla propria poltrona, osservare la lotta per la sopravvivenza degli sfortunati personaggi di tante opere dell’orrore è un’esperienza “quasi” rilassante poiché ci fa esorcizzare le nostre paure e sussurrare sollevati “io non sarei restato da quelle parti neanche per tutto l’oro del mondo”.

Nei videogiochi è tutto diverso, perché siamo noi a controllare l’azione e anche se potessimo scegliere di voltare le spalle al terrore vorrebbe dire rinunciare all’esperienza ludica. Quindi affrontiamo deliberatamente l’orrore. Quest’anno, probabilmente durante l’estate, arriverà una nuova esclusiva per Playstation 4 che ci scaglierà in pieno nelle atmosfere horror più classiche del genere detto “slasher”, con l’obbiettivo di farci sopravvivere in prima persona a tutte le situazioni più spaventose viste al cinema. Si tratta di Until Dawn sviluppato da Super Massive Game, inizialmente concepito come un piccolo videogame da paura per PS3 e PS Move e poi trasformato, durante la lavorazione, in un colossal totalmente diverso per la nuova console di Sony.



La trama suscita inevitabili dejà-vu, ma il bello è questo, precipitare dentro un incubo dell’orrore con la facoltà di mettersi alla prova per sopravvivere fino ad un’alba virtuale. Otto ragazzi si radunano in un ampio e cadente rifugio di montagna per ricordare un amico scomparso l’anno precedente. Purtroppo per loro un micidiale, sadico e diabolico serial killer comincia a tormentarli. Possiamo utilizzare ognuno degli otto personaggi, ma non è detto che finiremo il gioco con il prescelto poiché chiunque può morire in modi sempre terrificanti e grandguignoleschi. Tramite un procedimento chiamato “butterfly effect” ogni partita sarà diversa da un'altra in base alle decisioni prese e alle proprie scelte, alcune delle quali metteranno a dura prova l’etica del giocatore. Fondamentali sono i dialoghi con i propri amici e l’impressione è quella di trovarsi in una specie di Heavy Rain profondamente spaventoso.

Sebbene qualcuno si possa lamentare della  trama citazionista che ricicla situazioni e atmosfere viste decine di volte in un videogioco in realtà non abbiamo mai vissuto virtualmente questa tipologia di horror, così Until Dawn potrebbe rivelarsi un’esperienza spaventosa e gratificante e una terrificante quanto divertente visione da incubo interattiva.