Dopo quella dedicata a tutti gli sport e alle star dello spettacolo, ora è stata inaugurata anche la Hall of Fame dei videogiochi. Ha sede a Rochester, nello stato di New York, presso lo Strong National Museum of Play, ed è situata in un padiglione ospitato nel Museo del gioco.
L'ennesima dimostrazione – ma non ce n'era bisogno – dell'importanza che i videogame hanno esercitato non solo sulla vita dei giocatori più accaniti, oltre che nella società nel suo complesso. Chi infatti non sa cosa è Pac Man, o non riconosce la musica ipnotica di accompagnamento del Tetris?

I criteri – Per essere ammessi alla prestigiosa cerchia di giochi più famosi della storia i candidati hanno dovuto superare un doppio esame: prima quello dei parametri giudicati necessari per poter concorrere a un posto nell'Olimpo dei videogiochi, poi quello del pubblico online, che ha potuto esprimere le proprie preferenze. Per essere papabili i giochi dovevano avere quattro caratteristiche: innanzitutto devono essere noti e celebri; in seconda istanza devono esserlo in tutto il mondo o quasi; poi devono essere in circolazione da un po' di anni; e infine devono aver esercitato un'influenza significativa sullo sviluppo di altri giochi successivi e in genere sul costume della società. Nessuna preferenza invece per la piattaforma utilizzata per il gioco: dagli arcade ai giochi per pc a quelli per console a quelli per dispositivi mobili.

I primi sei – Non ci sono, come prevedibile stando ai criteri suddetti, sorprese tra i primi Hall of Famers nominati nei giorni scorsi. In ordine cronologico di pubblicazione sono stati fatti entrare nello Strong Museum of Play:
- Pong (1972), il primo vero viedogame a diffusione planetaria, tanto semplice (una partita a ping pong tra due barrette che si muovono solo orizzontalmente) quanto irresistibile;
- Pac-Man (1980), conservato nell'originaria versione arcade;
- Il 'russo' Tetris (1984);
- Super Mario Bros (1985), capostipite della saga del gioco più venduto nella storia;
- Doom (1993), lo 'sparatutto' in prima persona che ha cambiato per sempre la storia di tutti gli sparatutto che verranno dopo:
- Il più recente World of Warcraft, (del 2004) il primo gioco multiruolo di massa che ha varcato i confini di tutti i Paesi del pianeta.

Pong



Doom



Gli esclusi – Fanno più stupore, invece, alcuni tra gli scartati. Insieme ai sei titoli prescelti infatti ne sono arrivati in finale altri nove, tutti bocciati per un motivo o per l'altro. La lista comprende videogame arcinoti come FIFA, The Legend of Zelda, Minecraft, Angry Birds, The Oregon Trail, Pokemon, Sonic the Hedgehog e addirittura l'altro famosissimo gioco arcade degli anni '80, quello Space Invaders sui cui si sono consumati le dita e tante monete da duecento lire i quarantenni di oggi. 
Per questi giochi, come per tutti gli altri, non vanno abbandonate le speranze. Ogni anno la selezione sarà ripetuta e per candidare altri titoli, o riprovarci con gli esclusi di quest'anno, tra cui verranno scelti i prossimi Hall of Famers c'è tempo fino al 31 marzo 2016.