L’uscita di Call of Duty Black Ops 3 è imminente e questa volta potremmo trovarci di fronte un episodio rivoluzionario. Non solo per la maggiore attenzione dedicata a chi gioca da solo e per una modalità zombie così vasta e stratificata da potere essere considerata un videogioco a parte, ma anche per tutte le novità pensate per il multiplayer. Abbiamo intervistato Jason Blundell di Treyarch, che ha sviluppato la campagna single-player di Black Ops 3 e quella dedicata ai morti viventi che si intitola “Le Ombre del Male”. Quest’ultima ci trasporta in una città degli anni ’40, laddove la musica jazz si miscela ai lamenti delle orde degli zombie: tutta un’altra atmosfera rispetto a quella futuristica della campagna principale.

 

Trailer Le ombre del male

 

Cosa rende così unica, all’interno della serie di Call of Duty, la serie di Black Ops?

 

L’unicità di Black Ops è che possiamo focalizzare il racconto sull’individuo, malgrado lo scenario sia quello di gravi crisi mondiali. Trattiamo di personaggi complessi e unici e delle loro emozioni. Inoltre c’è la questione etica: possiamo porci e porre al pubblico delle domande sulle azioni del protagonista e sulla guerra.

 

Perché pensate che la modalità zombie sia così amata dagli appassionati?

 

Si deve proprio ai fan il fatto che lo zombie-mode abbia acquisito un spazio così di rilievo. Avevamo cominciato con una piccola modalità che è stata apprezzata con entusiasmo crescente, evolvendosi anno dopo anno. Gli appassionati hanno creato delle vere e proprie mitologie, ponendosi domande e dandosi delle risposte, così creando un substrato narrativo della storia. Abbiamo un pubblico di fan che ha dimostrato molta intelligenza e maturità, perché si interroga e vuole delle risposte.

 

La modalità zombie è ambientato in una città immaginaria del passato dalle forte tinte noir, come mai avete scelto uno scenario così diverso da quello futuristico della campagna principale?

 

Volevamo che lo zombie-mode, il multiplayer e la campagna single-player fossero tre giochi davvero diversi. Per questo abbiamo ambientato la storia dei morti viventi in questa città dalle atmosfere così nere. La modalità zombie scatena l’immaginazione dei fan e come mai prima abbiamo uno spazio interconnesso enorme da esplorare, dove starà al giocatore scoprire gli intrecci e le connessioni di una storia complessa.

 

Il suo Call of Duty preferito?

 

Black Ops 3! Risponderei subito! Ma voglio citarne un altro già uscito, ovvero il primo Balck Ops poiché abbiamo trattato temi importanti, come i tormenti psicologici del protagonista, e siamo riusciti a combinarli con l’atmosfera storica e culturale dei primi anni ’70 del secolo scorso, con le musiche, le architetture e i colori. Penso che sia un periodo storico molto interessante.