Guardando le curve, le scollature e ciò che si intravede delle tante donne dei videogiochi è facile pensare che si tratti di un prodotto maschilista di un’idea commerciale di femmina. Anche perché molte lo sono, pensate per alimentare il desiderio del pubblico, vere e proprie donne-oggetto elettroniche del mercato videoludico. 

 

Ma non è sempre così, per fortuna: diversi artisti dei videogiochi non si sono dunque fermati agli stereotipi femminili e hanno dipinto donne dall’innegabile sensualità. Spesso la carica erotica è solo un’amena superficie sotto la quale palpitano coraggio, forza, intelligenza e volontà non inferiore, anzi talvolta superiore, a tanti eroici uomini dei videogiochi.

 

Quiet - Tra tutte le donne sexy dei videogiochi moderni trionfa Quiet, la micidiale e silente tiratrice di Metal Gear Solid V. Si muove seminuda sulle lunghissime gambe rivestite da una calzamaglia stracciata, porta nere ed esili mutandine e un top dal quale straborda il suo seno. Tuttavia la sua bellezza cela una donna tormentata le cui motivazioni sono complesse e di rara profondità. C’è speranza e disperazione in Quiet, sogno e amore. E l’inferno di non potere comunicare.

 

Cacciatrici di Demoni - Abilissime con le armi e con un gusto per lo stile eccelso o discutibile ma efficacemente metallaro. Sono l’elegante e bellissima Trish di Devil May Cry e la sovrabbondante Rachel di Ninja Gaiden. Se la prima combatte con grazia danzante, la seconda dimostra una forza micidiale espressa da un approccio marziale sensuale ma violento.

 

Streghe - Ovvero, per prima Bayonetta, attraverso il cui incredibile corpo si esprime una grazia coreografica che è pura arte cinetica. Tra Catherine Hepburn e un’eroina manga, Bayonetta possiede un senso dell’humour spassoso e ironico e un’anima eroica quanto dolce. C’è poi la cupa Lulu, la maga nera di Final Fantasy X, donna determinata e dolente dal cuore spezzato che ritroverà l’amore. Indossa un castigato abito nero con una super scollatura sul petto.

 

Lara Croft - L’archetipo occidentale di un erotismo spinto, orientato soprattutto per accattivare uno sguardo maschile. Lara di Tomb Raider è tuttavia cambiata nel rilancio della serie del 2013, diventando una donna “vera”, sofferente, gentile e riflessiva. Molto più sexy.