22 maggio 2017

Cannes 2017: gli strani abiti della premiere del film di Nicole Kidman

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Cannes 2017: gli strani abiti della premiere del film di Nicole Kidman

Che cosa succede quando il red carpet del Film Festival di Cannes si riempie di loschi figuri in abiti di latex? Naturalmente, viene presentato “How to Talk to Girls at Parties”, il film ispirato ad uno dei racconti dell’autore più visionario di tutti i tempi: Neil Gaiman.

L’effetto complessivo della sfilata non è stato paragonabile alla prima volta che abbiamo visto il circo della Suicide Squad, ma quasi. Se avete dato un’occhiata alle fotografie della premiere di “How To Talk to Girls at Parties”, avrete capito che l’evento non ha avuto quasi niente a che vedere con la solita sfilata di abiti di classe e glamour.

La premiere di “How To Talk to Girls at Parties”

Il glamour e la classe c’erano, sì, ma non è mancata una dose di stravaganza che ha trasformato la premiere di questo film in un momento unico nel suo genere. Se il tappeto rosso di Cannes è il momento giusto per osare un po’, di sicuro il casting di questo film non se l’è fatto dire due volte.

Il Palais des Festival si è così riempito di strane figure dagli abiti bizzarri che hanno letteralmente circondato le eteree Nicole Kidman ed Elle Fanning. Il fotografi, nel disperato tentativo di accaparrarsi lo scatto migliore, hanno ritratto questa pittoresca accozzaglia di “individui” del tutto speciali. Tre di loro erano vestiti in latex: la donna in tuchese, con taglio effetto vestito, e il ragazzo con una tunica a manica lunga e “mascherina” dai tratti inquietanti. Seguono la signorina vestita d’arancione e nero, sempre in latex, con tutina, guanti e autoreggenti in coordinato. C’è anche un piacente signore con addosso un maglioncino in ciniglia e una gonna midi: tutto giallo, collanti compresi. Come già detto, questo spettacolo non si è tenuto ad un raduno di Cosplay ma a Cannes, proprio sul red carpet più ambito di tutto il mondo. Tra tutti loro spunta Alex Sharp, appassionato di musica punk rock, in un abito che sarebbe anche sartoriale nel suo taglio, se non avesse una fantasia a scacchi abbinata alla giacca scarlatta. E se vogliamo guardare proprio bene anche gli abiti delle due regine, Nicole Kidman ed Elle Fanning, possiamo individuare un sottile e ricercato riferimento ai personaggi che hanno interpretato nel film, scritto da Neil Gaiman.

Ma perché vestirsi così?

Se conoscete il maestro Neil Gaiman saprete sicuramente che ogni cosa che tocca diventa non solo un capolavoro, ma si tinge anche di una stravaganza fuori dalla comune immaginazione. Gli abiti scelti dalle star hanno omaggiato la premiere che di lì a poco avrebbe fatto il suo debutto, ma anche uno degli autori di fiction e comics più visionario dei nostri tempi. La trama, del resto, non ha proprio niente di convenzionale: corre l’anno 1977 quando a Croydon arriva il punk-rock. Questa corrente contamina tutto: dal modo di pensare a quello di vestire, dal modo di vivere a quello di immaginarsi nel futuro. Assieme ad esso, arriva anche qualcos’altro: l’invasione di un culto intergalattico di cannibali spaziali. Se pensate che la follia sia finita qui, allora non conoscete Neil Gaiman e dovreste proprio rimediare, facendo attenzione a non perdervi la serie TV “American Gods”, ispirata ad uno dei suoi capolavori e in uscita a breve.

La ricezione del film da parte di Cannes

Questa storia d’amore mescola componenti fantascientifici, il caos adolescenziale, la ribellione anarchica del movimento punk e li fa schiantare tutti sul muro della ragionevolezza: il risultato? Il crash-test non è andato come sperato. L’adattamento di John Mitchell della storia di Gaiman ha suscitato nel pubblico e nella giuria più di un dubbio.

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