19 settembre 2017

London Fashion Week 2017, una modella: "Cacciata perché nera"

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Leomie Anderson al Victoria's Secret Fashion Show

Esiste il razzismo nel mondo della moda? Anche se finora non è mai emerso a livello mainstream, sono molte le indossatrici che lamentano un trattamento diverso dalle loro colleghe bianche ed europee, e a quanto pare l’ultimo episodio spiacevole è accaduto alla London Fashion Week.

Una modella ha denunciato un grave fatto accaduto alla London Fashion Week 2017 che, se risultasse vero, getterebbe una luce molto negativa sull’evento fashion più atteso dell’anno.

Una ragazza di troppo

Sono storie che si sentono spesso queste, ma ogni volta che capita di ascoltarne qualcuna provocano sempre un effetto spiacevole alla bocca dello stomaco. Stiamo parlando di episodi di razzismo che, se ormai giornalmente investono la nostra società, macchiano anche – a quanto pare – il patinato e sempre all’avanguardia mondo della moda. Un’indossatrice di colore e angelo di Victoria’s Secret, Leomie Anderson, ha infatti denunciato tramite social e con un’intervista alla BBC, che non ha potuto partecipare a uno show della London Fashion Week perché “nera”. Secondo quanto riportato dalla ragazza, infatti, il quarto giorno dell’evento è stata rifiutata per un lavoro – per il quale era già stata presa – perché il designer aveva deciso che “non voleva usare più di una ragazza nera alla volta”. Leomie Anderson non ha voluto rivelare il nome dello stilista, ma ha detto di dover raccontare quanto accaduto per far sì che episodi del genere non accadano più in futuro.

Un tema di cui si dovrebbe parlare più spesso

Non è la prima volta che accadono avvenimenti simili nel mondo della moda – anche se spesso non sono denunciati. In genere le modelle che sfilano in passerella rispondono a canoni estetici basati sugli standard europei e sono sempre la maggioranza rispetto alle professioniste di colore, asiatiche o con una diversa fisionomia. Sempre Leomie Anderson ha dichiarato che una volta è stata rimproverata da un makeup artist, perché non riusciva a trovare un fondotinta del colore adatto alla sua pelle. Anche Jourdan Dann, un’altra famosa supermodella, ha raccontato di aver subito un episodio di discriminazione in un club di Londra, dove stava lavorando per un evento sempre legato alla Fashion Week. Nonostante si siano fatti passi da gigante nel mondo della moda, spinto da qualche anno ad affrontare un discorso al proprio interno riguardante la salute delle ragazze, alcuni argomenti rimangono un tabù. Ci sono brand come LVMH e Kerig che hanno deciso di adottare delle policy specifiche volte a rendere più sostenibile il lavoro delle indossatrici: quindi orari più umani e spazi riservati per avere un po’ di privacy, accompagnati a regole molto rigide sul peso e l’età che devono avere le mannequin. Un cambio di direzione rispetto al passato, reso obbligatorio dal fatto che molte modelle erano palesemente denutrite: dopo anni di denunce quindi, gli stilisti si sono decisi a modificare i canoni estetici presentati in passerella e ad assumere solo ragazze sane e in forma. Se da questo punto di vista si è avuto un grande miglioramento, nessuna regola e nessuna discussione è stata avanzata all’interno del mondo della moda sulla discriminazione in base alla nazionalità e al colore della pelle. Un problema questo che è evidentemente sentito da molte ragazze, tanto che l’indossatrice libanese Deddeh Howard ha lanciato una campagna chiamata “Black Mirror” che punta a una maggiore sensibilizzazione su questo tema. Attraverso gli scatti diffusi sui social, Deddeh ricrea le copertine dei maggiori magazine cambiando la modella che, da bianca, diventa nera. Insomma, a quanto pare non tutto quello che è glitterato luccica.

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