02 ottobre 2017

Altro che Gigi e Kendall: ecco quanto guadagnano davvero le modelle

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Una modella alla Paris Fashion Week

Non sempre le modelle fanno la vita da fiaba che credono le persone. Anzi. A New York un’indossatrice spesso vive sotto la soglia di povertà e contrae ingenti debiti con l’agenzia per cui lavora. Altro che Gigi e Kendall!

Siamo abituati a pensare che le modelle guadagnino molto e che, tra una passerella e l’altra, siano in grado di mettere da parte un piccolo capitale. Ma non è così se non ti chiami Bella, Gigi o Kendall.

Vita da modella (a sette zeri)

Nell’immaginario collettivo il lavoro della modella non è solo facile e privo di fatica, ma anche remunerativo. Se pensiamo a nomi come Kendall Jenner (terza modella più pagata al mondo), Emily Ratajkowski, Ashley Graham, Gigi Hadid o Hailey Baldwin, vengono alla mente cifre da capogiro: queste ragazze sono pagate migliaia di dollari per sfilare sulle catwalk degli stilisti più importanti del mondo, o fare da testimonial a grandi marchi come Nike o Adidas. La loro partecipazione alle Fashion Week che si sono tenute nell’ultimo mese avrà portato nelle loro tasche una bella fortuna – cosa che ben vale quindi il jet lag e le alzatacce mattutine per arrivare in tempo nel backstage da sfilata. Se per le supermodelle del momento si applica questo discorso però, stessa cosa non vale per le altre ragazze che lavorano nel mondo della moda e che non hanno la stessa notorietà delle socialite da passerella.

La dura realtà

Se per Gigi Hadid e Kendall Jenner la vita procede spedita a più zeri, la realtà per le modelle americane è tutt’altra cosa. Secondo quanto riportato dal magazine Business Insider, una ragazza che si approcci a questa vita spesso finisce per indebitarsi o comunque vivere sotto la soglia di povertà, con salari da fame molto inferiori rispetto alla soglia di un abitante medio di New York. A spiegare il reale funzionamento di un’agenzia di moda tipica di New York, è stata Kenny Mittendorf, una ragazza che ha poi deciso di uscire dal settore dell’industria fashion e cercare un’altra strada da percorrere. Secondo quanto detto dalla ragazza, per ogni modella verrebbe inizialmente aperto un conto, sul quale sono annotate tutte le spese sostenute dall’agenzia per farla lavorare: costo dei viaggi, book fotografici, parrucchiere, vestiti. Tutto questo non è assolutamente abbonato alla modella, che invece dovrà ripagare interamente l’agenzia del costo sostenuto. Molte si indebitano pesantemente. Tante altre non sono pagate, oppure spesso il loro stipendio è in vestiti: una cosa che inizialmente può sembrare un ottimo rimborso – specialmente nel caso di abiti costosi – ma che poi non permette l’estinzione del debito presso l’agenzia di moda. Non c’è da stupirsi quindi che a New York siano molte le modelle che decidono di cambiare lavoro.

La fortuna di nascere col pedigree

La realtà è ben diversa quindi da quella delle venti modelle più pagate al mondo, che secondo la classifica di Forbes lo scorso anno hanno guadagnato circa 154 milioni di dollari. Merito dei loro nomi soprattutto, dato che nella top 3 è presente la modella di casa Kardashian, Kendall Jenner, presente sì per la sia bravura ma anche – ammettiamolo – per il fatto di essere la sorella di Kim. Sulle passerelle ha debuttato alle Fashion Week anche Kaia Gerber, la figlia di Cindy Crawford: la sua prima sfilata è stata un successo e, anche se non si sa ancora nulla sul cachet richiesto dalla ragazza, c’è da scommettere che il prossimo anno troveremo un nome in più nella classifica di Forbes.

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