18 ottobre 2017

Anche Gucci dice addio alle pellicce: sono antiquate e fuori moda

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Anche Gucci dice addio alle pellicce

Dopo Calvin Klein, Armani e Ralph Lauren, anche Gucci dice addio alle pellicce: dal 2018 la grande casa di moda sarà completamente fur-free. La decisione è stata accolta con grande entusiasmo dalle associazioni animaliste.

Anche Gucci ha deciso di dire basta alle pellicce: dopo la scelta di Calvin Klein, Giorgio Armani, Ralph Lauren, Hugo Boss, Tommy Hilfiger e tanti altri, la collezione 2018 della casa di moda sarà fur-free, per la gioia di tutti gli animalisti.

Le pellicce sono un capo obsoleto e fuori moda

In realtà non ci sono delle motivazioni puramente etiche alla base della scelta del brand di  moda, bensì ragioni estetiche e più frivole: le pellicce sono ormai un capo antiquato, obsoleto e fuori moda. La decisione di Gucci è stata comunicata presso il London College of Fashion ed è stata appoggiata dalla Humane Society of the United States, la più grande associazione di protezione animali presente negli USA. Marco Bizzarri, amministratore delegato di Gucci, ha comunicato che il marchio sarà completamente fur-free a partire dalla collezione della prossima primavera. Bizzarri ha poi spiegato le ragioni della scelta: «Credete che usare la pelliccia al giorno d’oggi sia ancora moderno? Non credo che lo sia e questa è la ragione per cui abbiamo deciso di smettere di usarla. La creatività può lanciarsi in molte direzioni senza impiegare la pelliccia». Se, dopo Gucci, altri marchi seguiranno la scelta fur-free, l’industria delle pellicce – con un fatturato che si aggira sui 40 miliardi di dollari l’anno - potrebbe subire un grande contraccolpo.

Sviluppo sostenibile e beneficenza

Continua Marco Bizzarri: «Essere socialmente responsabili è uno dei valori fondamentali di Gucci, e continueremo a sforzarci per fare del nostro meglio per l’ambiente e gli animali. L’impegno assoluto di Gucci è quello di fare dello sviluppo sostenibile un elemento cruciale della nostra attività. Inoltre, il ricavato dalle vendite delle pellicce di quest’anno verrà devoluto ad alcune associazioni che si occupano della difesa degli animali. Con l’aiuto di Hsus e Lav, Gucci è entusiasta di compiere questo ulteriore passo e spera che possa contribuire a ispirare l’innovazione e diffondere consapevolezza, cambiando l’industria della moda del lusso in meglio».

Il plauso dalle associazioni animaliste

La decisione di Gucci non poteva che trovare grande consenso e approvazione dalle tante associazioni che da sempre si battono per l’abbandono delle pellicce da parte delle case di moda. Simone Pavesi, responsabile Lav, commenta così la scelta del brand: «La decisione di Gucci cambierà radicalmente il futuro della moda. Il rispetto degli animali è sempre più radicato nei valori delle persone e i grandi nomi della moda stanno gradualmente attuando politiche di responsabilità sociale in questa direzione. Mentre la moda diventa sempre più etica, le catene di approvvigionamento che ruotano intorno agli animali saranno una cosa del passato».

Un capo che ha segnato un’epoca

La pelliccia ha attraversato gli ultimi trent’anni della storia della moda con fasi alterne. Mentre negli anni Ottanta non si poteva non averne una nell’armadio, per ostentare il proprio status symbol, negli anni Novanta si è cominciato a parlare di abbigliamento etico e così hanno preso piede le pellicce “ecologiche”, sintetiche e colorate. Ma la pelliccia “vera” non è mai sparita dalle collezioni invernali dei marchi più prestigiosi, reinventata in maniera diversa. Chissà che, dopo l’esempio del colosso Gucci, altri brand non ne seguano l’esempio.

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