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28 ottobre 2008

L'Helldorado dei Negrita

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La band toscana esce col nuovo album e scuote le nostre coscienze: dopo anni di frecciate carsiche ora escono allo scoperto e denunciano i mali d'Italia. Testi intensi, un rock più spinto e la certezza intorno a noi c'è sempre il rumore della felicità

di Fabrizio Basso

Più rock, più sociali e più caustici. I Negrita escono con "Helldorado" ed elargiscono critiche sociali "per sciogliere un po' di quella cappa lattiginosa che negli ultimi anni ha avvolto la società italiana". I loro testi hanno spesso criticato il sistema ma in maniera molto sottile. Ora Pau, Cesare, Drigo e Franky attaccano frontalmente e invitano i colleghi a fare altrettanto: "L’Italia va rifatta, non esistono più destra né sinistra”. Parecchi i brani virulenti: in "Salvation" cantano "lo spirito di questa nazione, noi vogliamo la rivoluzione per ricostruire la libertà". In “Move your hands” spiegano che "l’anima del mio popolo che danza brucia l’odio e l’ignoranza". C'è poi "Il libro in una mano, la bomba nell’altra" che invita a percepire il dogmatismo del Vaticano, la politica imperialista americana e l’integralismo islamico. La presa di coscienza moltiplica la voglia di fare gruppo: "Ogni artista, per quanto può, dovrebbe impegnarsi. Jovanotti si sbilancia in Safari, Fabri Fibra e la Nannini in coppia sono tosti, ma la lista finisce qui. Bisogna tirare fuori gli attributi".

I Negrita questa volta non hanno temuto di avere la mano pesante. Anzi. Con "Il ballo decadente" denunciano la distanza tra i politici e la gente, in “Radio Conga” discutono di lavoro nero e finte illusioni. Sono più maturi e più convinti della forza delle loro azioni. Coltivano la speranza "di riconoscerci pure tra un decennio in quello che scriviamo oggi. <Helldorado> racconta i Negrita oggi. In passato abbiamo fatto delle cavolate e vorremmo non ricaderci in futuro". Tra gli "scicoloni" citano la canzone “Io Pocahontas me la farei” e la partecipazione al Festival del 2003 con "Tonight": "A Sanremo non siamo giunti preparati. E’ stato un passaggio superfluo che avremmo potuto sfruttare meglio". In attraversavano un periodo delicato: a inizio 2000 hanno rischiato di sciogliersi. Oggi Negrita sono compatti. In “Helldorado” usano molti idiomi, figli delle loro esperienze all’estero: in Argentina sono di casa e "l’Africa l’abbiamo vissuta nei pensieri e nella realtà". Omaggiano Joe Strummer dei Clash in "Brother Joe" e poi in una canzone che non è sul disco (a proposito c'è anche la versione in vinile) ma potrebbe essere lanciata in rete parlano di integrazione partendo da Ina, la ragazza "bresciana" assassinata dai famigliari per avere disonorato la famiglia stessa scegliendo un amore italiano. E' in evoluzione costante il mondo dei Negrita. Gli spostamenti verranno rilevati sul nuovo sito http://www.negrita.com/ che debutta a fine ottobre. Per il tour bisognerà aspettare febbraio.

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