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24 maggio 2011

Pete Yorn, l'uomo dell'eterna primavera

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Il suo debutto italiano è esplosivo: scaletta bilanciata ed essenziale che trasporta tra sonorità mainstream e rock alternativo. Zachary, Mark, Scott e Pete sono affiatati, reggono il palco come solo le vere star sanno fare

Con l'ottavo album, nato dopo la collaborazione con Scarlet Johansson in Break up, Pete Yorn, cantautore del New Jersey, rielabora il suo vissuto e lo mette in musica. Proprio per questa linea non necessita di un titolo, chiama il disco semplicemente col suo nome. Prodotto dalla Vagrant Records, descrive sinteticamente i dieci anni di carriera, definendo il suo percorso artistico.

E vanta un produttore d'eccezione, Frank Black dei Pixies. Dal vivo rende, un'unica pecca, in questa prima data italiana, è il pubblico: tanto calore ma una presenza scarsa. Ed è un peccato perché un promoter quale è Big Fish è da tempi in prima fila per portare in Italia nuovi talenti. Nuovi per noi, si intende, perché all'estero riempiono i palazzetti. E così, giusto per far rosicare, gli incerti che hanno dato forfait: pochi minuti dopo la fine del concerto, Yorn e i suoi ragazzi, era col loro pubblico a firmare un cd, bere un birra o semplicemente chiacchierare. Carinerie che gli emergenti italiani non concedono neanche prima di pubblicare un album.

L'inizio è dinamico, eccellente. Si respira aria buona, puro brio da rock and roll e si procede veleggiando su questi ritmi.
Dal palco scendono refoli di primavera e Yorn è davvero un uomo nuovo. E non per caso. Le chitarrate sono semplici ma accurate, gli arrangiamenti efficaci sono la rivalsa ai tanti strimpellamenti che sentiamo in giro. Yorn è artisticamente maturo, canta e suona con passione, vigore, sincerità.


Da non perdere le altre date in Italia:
24/05/2011 a Roma al Jailbreak Live
25/05/2011 a Bologna al Circolo Arteria

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